La soluzione alla crisi immobiliare in Europa sta in un aumento dell'offerta

La soluzione alla crisi immobiliare in Europa sta in un aumento dell'offerta

09.09.2026 15:00

La soluzione alla crisi immobiliare in Europa sta in un aumento dell'offerta

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La soluzione alla crisi abitativa europea potrebbe venire solo affrontandone la causa principale, ovvero la carenza di offerta. Nonostante la Commissione europea lo abbia ammesso, la legge sull’edilizia residenziale a prezzi accessibili presentata oggi non affronta questo problema, avverte la portavoce del PPE per l’edilizia residenziale, l’eurodeputata Nikolina Brnjac. «Ci aspettavamo che la proposta fosse più ambiziosa, in linea con la relazione del Parlamento europeo», ha aggiunto.

I dati parlano da soli. L’Europa deve far fronte a un deficit di 9,6 milioni di alloggi, mentre la Commissione chiede che entro il 2035 vengano costruiti 2 milioni di alloggi all’anno. La vera sfida, quindi, è quella di costruire e ristrutturare un maggior numero di alloggi. «Nella nostra relazione parlamentare abbiamo sottolineato che gli elevati costi di costruzione, il prezzo elevato dei terreni, le restrizioni urbanistiche e le lunghe procedure di autorizzazione costituiscono un ostacolo. Ci rammarichiamo che la Commissione abbia presentato solo raccomandazioni al riguardo. Affrontare la questione degli affitti a breve termine e delle seconde case attraverso la legislazione non risolve la carenza strutturale di alloggi in Europa. Restrizioni sproporzionate non possono risolvere la crisi abitativa", continua Borja Giménez Larraz.

«Siamo profondamente preoccupati in particolare per le restrizioni sulle seconde case. Un approccio così interventista ha avuto effetti negativi sull’occupazione e sull’attività economica laddove è stato applicato, tra cui in Francia e in Svizzera, sollevando al contempo gravi preoccupazioni riguardo alla tutela del diritto fondamentale alla proprietà privata», sottolinea Borja Giménez Larraz.

Il Gruppo PPE valuterà quindi attentamente se gli attuali piani della Commissione riducano effettivamente la burocrazia e aumentino l’offerta. Le persone non hanno bisogno di ulteriori formalità burocratiche. Hanno bisogno di prezzi equi degli alloggi e dell’eliminazione delle barriere esistenti, in particolare semplificando le procedure amministrative quali la pianificazione e il rilascio dei permessi, che in questa proposta rimangono a livello di raccomandazioni. La proposta di legge sull’edilizia residenziale accessibile mira a promuovere l’accessibilità degli alloggi individuando le aree in cui si registra una situazione di crisi abitativa, sulla base di dati disponibili al pubblico; tuttavia, le misure proposte, in particolare le restrizioni sulle seconde case, produrranno ulteriori squilibri. L’Europa ha bisogno di alloggi, non di più burocrazia, e i suoi problemi non possono essere risolti punendo i nostri cittadini con misure sproporzionate relative alle seconde case, come proposto nella legge. 

Il Gruppo PPE chiede pertanto che la presentazione di un “Pacchetto di semplificazione in materia di alloggi”, volto a rimuovere gli ostacoli amministrativi che rallentano l’edilizia – la cui presentazione è attualmente prevista per marzo 2027 – venga anticipata il prima possibile. «I nostri giovani non possono più aspettare che si realizzi un investimento maggiore e più rapido in nuove abitazioni e ristrutturazioni. L’Europa deve rimuovere gli ostacoli, accelerare gli investimenti e costruire le case di cui la gente ha bisogno», conclude Nikolina Brnjac.

Il documento di posizione del Gruppo PPE sull’edilizia abitativa è disponibile qui

Nota agli editori

Il Gruppo PPE è il più grande gruppo politico al Parlamento Europeo con 184 deputati provenienti da tutti gli Stati membri

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