Dichiarazione della famiglia politica del PPE nel quadro di Eurolat

Dichiarazione della famiglia politica del PPE nel quadro di Eurolat

29.10.2026 19:34

Dichiarazione della famiglia politica del PPE nel quadro di Eurolat

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Due giovani donne multietniche molto belle che reggono la bandiera dell

Dichiarazione politica firmata nell’ambito dello spazio riservato alle famiglie politiche durante la sessione plenaria dell’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana (EuroLat), in occasione della sua XVII sessione plenaria ordinaria.

In merito alle questioni politiche e sociali più urgenti dell’attualità, i legislatori sottoscritti, riuniti nell’ambito dello spazio riservato alle famiglie politiche di EuroLat, membri del Gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE) al Parlamento europeo e dei partiti affiliati nella componente latinoamericana, sottoscrivono la seguente dichiarazione:

Innanzitutto, sconvolti dal tragico incidente ferroviario avvenuto ieri nella provincia spagnola di Toledo, che ha causato decine di morti e numerosi feriti, desideriamo esprimere la nostra profonda tristezza per la perdita di vite umane, porgere le nostre più sincere condoglianze e la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime, nonché il nostro sostegno e affetto a tutte le persone colpite, e augurare ai feriti una pronta e completa guarigione.

L’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana è stata fondata vent’anni fa con l’obiettivo di creare un partenariato interparlamentare biregionale su entrambe le sponde dell’Atlantico che favorisse il dialogo e la comprensione reciproca a difesa dei valori democratici, la libertà e i diritti umani, pilastri fondamentali su cui si fonda il partenariato strategico biregionale tra l’Unione europea, l’America Latina e i Caraibi.  Dalla fine del 2025, i cittadini di Bolivia, Cile, Colombia, Perù e, più recentemente, Brasile in America Latina, nonché di Slovenia, Ungheria, Svezia e Lettonia nell’UE, hanno votato in elezioni competitive che, nella maggior parte dei casi, hanno portato a un’alternanza pacifica al potere. Purtroppo, in alcuni paesi del nostro partenariato persistono ancora regimi non democratici, che opprimono i propri popoli e negano la libertà, il rispetto delle libertà individuali e i diritti umani più elementari, violando così i principi fondanti che hanno dato origine a EuroLat e minando la qualità democratica dell’area biregionale.

Per quanto riguarda il Venezuela, accogliamo con favore il recente ritorno in patria della leader dell’opposizione democratica, vincitrice del Premio Nobel per la Pace e del Premio Sacharov del Parlamento europeo, María Corina Machado; chiediamo l’immediato rilascio di tutti i prigionieri politici, la fine della persecuzione di tutti gli oppositori e l’immediato ritorno di coloro che si trovano in esilio, nonché il rigoroso rispetto di un calendario elettorale che porti a elezioni libere, democratiche e verificabili a livello internazionale, tenute sotto l’egida di un Consiglio elettorale nazionale indipendente entro e non oltre luglio 2027, in modo da contribuire al ripristino delle istituzioni democratiche.

Chiediamo alla comunità internazionale, e in particolare alle autorità dell’UE e dell’America Latina, di unire le forze per porre rapidamente fine ai regimi autoritari e dittatoriali di Cuba e del Nicaragua, regimi anomali in quanto anacronistici e antidemocratici, che perseguitano, soffocano, imprigionano e impoveriscono le loro popolazioni; speriamo che in entrambe queste nazioni sorelle vengano compiuti passi significativi verso una transizione alla democrazia, dopo oscuri decenni di comunismo, persecuzioni, povertà e sofferenza.

Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per il grave deterioramento istituzionale, l’indebolimento della qualità democratica e la progressiva erosione dei controlli e degli equilibri osservati in Messico: lacolonizzazione delle istituzioni da parte del partito al potere, l’indebolimento degli organi elettorali in vista del processo elettorale del 2027, gli effetti perniciosi della riforma giudiziaria, che minano l’indipendenza della magistratura e i meccanismi a tutela dello Stato di diritto, nonché i numerosi episodi di violenza, estorsione, intimidazione e omicidi di giornalisti e di leader politici, sociali e dell’opinione pubblica, costituiscono un segnale d’allarme di fronte al quale le nostre società non possono rimanere indifferenti. Monitoreremo da vicino e costantemente la situazione istituzionale nel paese e ribadiamo che la separazione dei poteri e l’indipendenza delle istituzioni sono requisiti fondamentali per il corretto funzionamento della democrazia e per le libertà fondamentali dei cittadini. Accogliamo inoltre con favore la firma dell’accordo globale UE-Messico e ne chiediamo la rapida ratifica da parte del Senato messicano, l’unico organo che deve ancora completare la procedura di ratifica in vista della sua imminente entrata in vigore.

Condanniamo le manifestazioni violente, i saccheggi e i disordini che si stanno verificando in diversi paesi dell’Unione europea (Francia, Italia, Belgio, Portogallo, Spagna, ecc.), con occupazioni illegali di spazi pubblici, distruzione del patrimonio storico, artistico e culturale e attacchi alle forze dell’ordine, che vengono incoraggiati e strumentalizzati dalla sinistra e dall’estrema sinistra, contribuendo a creare un clima di paura, polarizzazione estrema, violenza e intimidazione che ostacola la normale partecipazione alla vita politica e l’esercizio dell’attività politica, in un momento in cui sono previste elezioni in quasi tutti questi paesi. Pur riconoscendo che in una democrazia esiste un diritto legittimo alla manifestazione pacifica, respingiamo con fermezza lo sfruttamento di questa ondata di proteste per creare il clima di intimidazione, violenza e distruzione che le ha circondate, talvolta attraverso la strumentalizzazione di minori, e ci aspettiamo che le autorità di quei paesi adempiano al loro obbligo di ripristinare l’ordine e la normalità con tutti i mezzi e gli strumenti legali previsti dallo Stato di diritto, senza cercare di trarre vantaggio politico dalle proteste, come è avvenuto in alcuni casi. 

Allo stesso modo, condanniamo fermamente l’invasione del confine meridionale dell’UE nella città spagnola di Ceuta, avvenuta il 30 e il 31 luglio di quest’anno, e la conseguente violazione di tale confine, in quanto costituisce un attacco all’integrità territoriale e alla sovranità di uno Stato membro dell’UE. Deploriamo inoltre l’inerzia delle autorità competenti del governo spagnolo, nonché l’uso dei flussi migratori illegali come strumento di guerra ibrida diretto contro la stabilità e la sicurezza di uno Stato dell’UE, e sosteniamo l’indagine giudiziaria indipendente in corso volta ad accertare le responsabilità relative alla pianificazione, all’esecuzione e agli obiettivi di tale attacco, nonché alla risposta ad esso fornita in Spagna.

Infine, poiché ci troviamo nelle Isole Canarie, non possiamo non fare riferimento all’immigrazione irregolare di massa, con l’arrivo quotidiano di cayucos e altre imbarcazioni che trasportano centinaia di migranti irregolari sulle coste degli Stati membri costieri dell’UE. Di fronte alla tragedia umana che questa situazione rappresenta, è imperativo applicare rigorosamente gli strumenti giuridici in vigore a livello dell’UE, vale a dire il Patto sulla migrazione e l’asilo e il regolamento sul rimpatrio, al fine di impedire l’arrivo di flussi irregolari massicci incoraggiati dalle reti criminali dedite alla tratta di esseri umani; purtroppo, tali strumenti giuridici non vengono applicati in modo uniforme in tutti gli Stati membri.

Fatto a Santa Cruz de Tenerife, giovedì 29 ottobre 2026.

 

I seguenti legislatori firmano la presente dichiarazione:

Componente europea: Gabriel Mato (Spagna — PPE), Esteban González Pons (Spagna — PPE), Herbert Dorfmann (Italia — PPE), Elena Nevado Del Campo (Spagna — PPE), Davor Ivo Stier (Croazia — PPE), Raúl De La Hoz Quintano (Spagna — PPE), Esther Herranz (Spagna — PPE), Rosa Estarás Ferragut (Spagna — PPE), Antonio López-Istúriz White (Spagna — PPE), Borja Giménez Larraz (Spagna — PPE), Ilia Lazarov (Bulgaria — PPE), Markus Ferber (Germania — PPE)

Componente latinoamericana: il deputatoJuan Martín Rodríguez (Uruguay), il senatore Marko Cortés (Messico), il senatore Luciano Cruz-Coke (Cile), la deputata June Bohórquez (Ecuador), il deputato Mario Herrera (Bolivia), il deputato Óscar Darío Pérez (Colombia), il senatore Alfred Sneek (Aruba), il deputato Jorge Cavoli (Repubblica Dominicana), la deputata Maali del Pomar (Perù), il senatore Manuel José Ossandon (Cile), il deputato Conrado Rodríguez (Uruguay), il deputato Rafael Rodríguez (Ecuador), il senatore Sergio Gahona (Cile), il deputato Pedro Casanova (Perù), il deputato Cristian Araya (Cile), la deputata Nathaly Solares (Bolivia), il deputato Sergio Bobadilla (Cile), la senatrice Liliana Benavides (Colombia) e il deputato Daniel Marañon (Bolivia).

Nota agli editori

Il Gruppo PPE è il più grande gruppo politico al Parlamento Europeo con 185 deputati provenienti da tutti gli Stati membri

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