Documento relativo alla posizione del Gruppo PPE sulla politica digitale: Un’Unione sovrana, sicura e competitiva

07.10.2025

Documento relativo alla posizione del Gruppo PPE sulla politica digitale: Un’Unione sovrana, sicura e competitiva

Studenti delle scuole superiori che usano la tavoletta digitale in classe

L’Europa si trova a un bivio digitale: la rivoluzione dell'IA trasforma rapidamente la società e l’industria, rimodellando i modelli economici e ampliando il divario di conoscenze tra policymaker e settore tecnologico. L'incapacità di adattarsi a questi cambiamenti con sufficiente rapidità, la frammentazione dei mercati, la scarsità di investimenti e la dipendenza dalle tecnologie straniere in alcuni settori lasciano l’UE esposta dal punto di vista strategico ed economico. Pur dominando l'innovazione globale, l’approccio statunitense e quello cinese alla trasformazione digitale spesso si scontrano con valori europei quali la privacy, la sicurezza e la partecipazione democratica. Nonostante gli sforzi compiuti in passato, l’UE è ancora troppo lenta quando serve rapidità e troppo frammentata quando è indispensabile unità. Il Gruppo PPE vuole cambiare questa situazione.

Per garantire il futuro digitale dell’Europa, dobbiamo unirci attorno a una visione audace e basata sui valori, fondata sulla sovranità tecnologica, su investimenti strategici e su un Mercato Unico Digitale pienamente integrato. Ciò significa applicare l’IA in tutti i settori, far crescere le startup, modernizzare e semplificare le leggi, interconnettere la ricerca e le capacità di calcolo e costruire le infrastrutture necessarie per la sicurezza economica e la competitività dell’UE. Anche internamente, il Gruppo PPE deve agire in modo unitario: questo documento definisce le sue priorità condivise e apre la strada a un’azione coordinata tra Parlamento, Stati membri e istituzioni alleate, al fine di dare forma a un’Europa sovrana, sicura e competitiva a livello globale.

I. Espansione della sovranità tecnologica e della competitività dell’UE

  1. Visione e pianificazione strategica

    Per salvaguardare la propria sicurezza e competitività, l’Europa deve agire in modo rapido e deciso con una visione e una strategia basata sui dati. Il Gruppo PPE esorta la Commissione europea a convocare un forum di alto livello sulla tecnologia collaborativa, "una war room permanente", composto da importanti CEO del settore tecnologico, ricercatori e policymaker, con un adeguato equilibrio geografico. Questo forum dovrà condurre a una valutazione completa degli attuali punti di forza, delle capacità e delle risorse tecnologiche dell'UE, individuando le lacune e le opportunità critiche in cui le risorse europee devono essere rafforzate e in cui potrebbero essere utili le partnership internazionali strategiche. La valutazione riguarderà aree come materie prime cruciali, infrastrutture digitali, catene di approvvigionamento e prodotti finali. I risultati dovranno costituire la base di una strategia digitale dell’UE coerente e a prova di futuro, che dia priorità alle aree di forza e scalabilità, nonché alle esigenze di diversificazione. A tal fine, l’UE deve sfruttare il proprio potere normativo e le competenze tecniche per plasmare la governance digitale globale.
     

  2. Infrastruttura digitale europea

    L'infrastruttura digitale comprende gli elementi di rete, hardware e software relativi a connettività, elaborazione e servizi di intermediazione. L’autonomia strategica aperta e la resilienza devono essere al centro delle politiche dell’UE, e serve con urgenza un approccio complessivo che integri appalti pubblici e finanziamenti ambiziosi per realizzare un’infrastruttura digitale più resiliente, accessibile, competitiva e affidabile, in grado di resistere alle tensioni geopolitiche e alle interruzioni delle catene di approvvigionamento.
     

    1. Attivare un'infrastruttura digitale europea, che comprenda il cloud: Il Gruppo PPE è preoccupato delle attuali dipendenze strutturali dovute alla concentrazione del mercato e al controllo straniero nella nostra infrastruttura digitale, nei sistemi operativi, nei data center, nei semiconduttori, nell’intelligenza artificiale (IA), nella cybersicurezza, nel cloud computing e in varie piattaforme e servizi digitali, tutte situazioni che comportano un alto rischio per la democrazia e la libertà dell’UE, nonché per la sua sicurezza e competitività. Le fondamenta di un’infrastruttura digitale europea sovrana, basata su tecnologie open source e rispettose della privacy, e su un ecosistema API dell’UE, devono essere realizzate attraverso politiche mirate e al tempo stesso ambiziose, che rafforzino gli investimenti in quote di mercato di aziende europee, sfruttando l’approvvigionamento europeo di energia pulita nello sviluppo di data center e infrastrutture cloud. Analogamente, queste politiche dovrebbero promuovere iniziative guidate dal mercato, come joint venture o reti federate nei settori delle gigafabbriche di IA o dei servizi cloud. Il Gruppo PPE chiede l’immediata realizzazione di questa infrastruttura digitale europea fondamentale per promuovere un ecosistema digitale sovrano, sicuro e orientato all’innovazione in Europa.
       

    2. Rafforzare l’infrastruttura europea di di comunicazione elettronica: Lo sviluppo di tecnologie digitali innovative necessita di reti di connettività veloci, a bassa latenza, affidabili e sicure per la trasmissione e l'elaborazione superveloce dei dati. Tuttavia, l'Europa è in ritardo nella diffusione del 5G, SA 5G e 6G. Secondo le stime della Commissione europea, per colmare il divario a livello di investimenti saranno necessari almeno €200 miliardi per raggiungere gli obiettivi del Decennio digitale 2030 dell'UE. Pertanto, per l'innovazione digitale e la crescita della competitività europea è fondamentale un quadro normativo che incentivi la transizione verso reti avanzate e lo sviluppo di reti ad altissima capacità. Il Gruppo PPE chiede un’implementazione e un’applicazione rapida e obbligatoria del 5G Toolbox in tutta l'Unione.
       

    3. Garantire il controllo dei dati e delle infrastrutture critiche: L’economia dei dati europea è a rischio a causa della sua dipendenza critica da alcuni attori stranieri, in particolare regimi come la Cina, che rappresentano una minaccia complessa per la sicurezza. I dati europei, non dovrebbero di norma essere soggetti alle leggi di paesi terzi (per esempio, memorizzazione di dati riservati, sensibili o confidenziali, come nel caso del Customs Data Hub o i dati biomedici e genomici nell'ambito della ricerca biotecnologica). Il Gruppo PPE chiede di bandire completamente i dispositivi e le tecnologie straniere ad alto rischio dal mercato interno dell’UE e proteggere al meglio le infrastrutture critiche europee, combinando e ampliando cablaggi terrestri e , sottomarini nonché le reti satellitari esistenti, per garantire connettività ininterrotta, essenziale sia per la competitività che per la sicurezza. Il Gruppo PPE sollecita quindi una strategia più efficace nei confronti dei fornitori ad alto rischio per proteggere le nostre infrastrutture critiche e rafforzare la nostra sovranità tecnologica. A tal fine, chiediamo inoltre la creazione di una Trans-European Digital Network (TEDN) che ne consenta la pianificazione e lo sviluppo coordinati.
       

  3. Utilizzare l’IA per sbloccare la produttività e la crescita guidata dall’innovazione

    L’Europa deve accelerare l'adozione dell’IA in tutti i settori industriali, con un'attenzione strategica agli ambiti in cui detiene vantaggi competitivi globali, come produzione, robotica, industria automobilistica, prodotti farmaceutici e biotecnologie. Incentivi mirati e geograficamente equilibrati e programmi di innovazione dovrebbero dare priorità a queste aree per massimizzare l'impatto e il posizionamento globale. Il Gruppo PPE esorta la Commissione a rivedere la strategia di attuazione del Regolamento sull’Intelligenza Artificiale, per garantire una comunicazione chiara, trasparente e immediata sulle tempistiche previste per lo sviluppo degli standard tecnici e delle linee guida di attuazione, nonché per delineare misure concrete volte a garantire l'autonomia decisionale e l'agilità operativa dell'Ufficio per l’intelligenza artificiale, assicurando che sia adeguatamente preparato a guidare l'attuazione, l'applicazione e il sostegno alla conformità del settore privato alle nuove norme.
     

  4. Sviluppo della capacità di persone e imprese
     

    1. A livello digitale, rafforzare l’educazione, l’alfabetizzazione e il potenziamento delle competenze, nonché promuovere i talenti digitali in Europa: Il Gruppo PPE esorta l'UE e gli Stati membri a promuovere l'educazione digitale a tutti i livelli. Dobbiamo rafforzare l’alfabetizzazione digitale e mediatica e dotare i cittadini delle competenze necessarie per affrontare il futuro digitale, allineando i curricula STEM e la tecnologia obbligatoria nell’UE alle esigenze dell’industria e del mercato del lavoro futuro. Servono programmi mirati di aggiornamento e riqualificazione delle competenze per aiutare i lavoratori ad adattarsi ai cambiamenti tecnologici, oltre a favorire lo sviluppo dei talenti digitali investendo nell’istruzione STEM, negli hub di innovazione e nella collaborazione con l’industria. Sono inoltre necessari nuovi programmi volti a trattenere e incentivare i talenti digitali nazionali (per esempio tramite un sistema di stock option) e attrarre in modo proattivo talenti globali ad alto valore aggiunto, colmando temporanee carenze locali (per esempio con la riforma della Blue Card).
       

    2. Promuovere la digitalizzazione delle imprese e della società: Il Gruppo PPE sostiene l'adozione di soluzioni amministrative digitali predefinite, garantendo al tempo stesso a tutti i cittadini, anche a quelli in aree remote o all'estero, di poter accedere facilmente a questi servizi. Chiediamo la rapida attuazione del regolamento eIDAS per fornire ai cittadini europei soluzioni di identità digitale, che consentano l’accesso interoperabile ai servizi pubblici e privati, permettendo loro al tempo stesso di continuare a utilizzare le carte d’identità fisiche, se lo desiderano. Lo European Business Wallet dovrebbe contribuire a semplificare le interazioni tra imprese e pubbliche amministrazioni in tutta l’UE, grazie a una progettazione utente-centrica, all'interoperabilità e alla riduzione della complessità burocratica. La promozione di strumenti digitali, come la fatturazione elettronica, è spesso un catalizzatore per l’adozione di altre tecnologie come l'intelligenza artificiale e il cloud. Inoltre, il Gruppo PPE ritiene che la diversità linguistica e culturale debba essere salvaguardata nell'era digitale, garantendo la presenza di tutte le lingue ufficiali dell'UE e, ove possibile, l’inclusione di lingue regionali e minoritarie nei sistemi digitali e nell’IA per proteggere la democrazia, l’uguaglianza e il patrimonio culturale europeo.
       

  5. Riprogettare i meccanismi di finanziamento e investimento
     

    1. Rafforzare gli strumenti esistenti (QFP): Il Gruppo PPE chiede uno Strumento per il mercato interno nell’ambito del prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) che garantisca risorse prioritarie per i progetti destinati ad approfondire il mercato interno e promuovere l’innovazione, la transizione digitale, lo sviluppo e l’applicazione dell’IA in modo equilibrato dal punto di vista geografico. Dovrebbe essere istituito un meccanismo chiaro per garantire l'allineamento tra lo Strumento per il mercato interno e altri meccanismi di finanziamento pertinenti.
       

    2. Considerare nuovi meccanismi di investimento (Scaleup Europe Fund): Chiediamo inoltre un rapido avanzamento dello Scaleup Europe Fund, unendo capitali pubblici e privati per colmare il gap di finanziamento delle scaleup, in particolare nelle aree tecnologiche critiche per la sicurezza economica dell'UE. Ciò include l'integrazione di disposizioni specifiche nell'attuale e nel prossimo QFP per sostenere la creazione di un fondo costruito su standard di mercato privati, cofinanziato da investitori pubblici e privati europei e controllato da un gestore indipendente. Gli strumenti di finanziamento dovrebbero essere concepiti per sostenere specificamente i cluster regionali, le PMI e le startup in tutta l'UE, contribuendo così a garantire il rapido passaggio di idee e soluzioni dalla ricerca al mercato. Parallelamente, si dovrebbe istituire un meccanismo di coordinamento chiaro per garantire l'allineamento tra questi vari strumenti e gli obiettivi strategici europei a lungo termine in materia di infrastrutture, evitando sovrapposizioni, liberando sinergie e incanalando gli investimenti dove sono più necessari.
       

    3. Semplificare le norme sugli appalti pubblici e incoraggiare le soluzioni innovative nazionali nei settori strategici: Il Gruppo PPE è favorevole all'utilizzo di criteri di aggiudicazione aggiuntivi rispetto a quelli relativi ai prezzi, al fine di rafforzare le imprese nazionali che forniscono soluzioni sicure e affidabili in settori strategici per la sicurezza economica e la difesa dell'Unione, in particolare in determinati ambiti digitali ad alto impatto con una forte dipendenza da fornitori di Paesi terzi non affidabili. Si dovranno valutare iniziative mirate, come procedure di appalto semplificate per PMI e scaleup.
       

    4. Completamento dell’Unione del risparmio e degli investimenti (SIU): Abbiamo bisogno di nuove strategie di investimento per il settore tecnologico in stretta collaborazione con la BEI. L’accesso ai mercati dei capitali, in particolare per le imprese ad alto potenziale e ad alto rischio, è attualmente scarso in Europa. I progressi in materia di SIU devono diventare una priorità assoluta per garantire ai mercati dei capitali i finanziamenti necessari per crescere ed espandersi. Dobbiamo promuovere la diversificazione delle risorse attingendo in modo responsabile agli investitori retail e ai fondi assicurativi per sostenere le startup domestiche e le aziende high-tech in tutto il Mercato interno. Il Gruppo PPE chiede inoltre di incoraggiare i finanziamenti del settore privato, riducendo al minimo il rischio per gli investitori attraverso strumenti come i programmi di prestito e garanzia sostenuti dalle istituzioni dell’UE.
       

    5. Riformare i meccanismi di finanziamento del Progetto Importante di Interesse Comune Europeo (IPCEI): il Gruppo PPE chiede di semplificare e ridurre la burocrazia, concentrandosi su stanziamenti d’impatto per sostenere lo sviluppo continuo dell’IA e della tecnologia edge-cloud su scala.
       

  6. Cooperazione internazionale strategica e diversificazione

    L'UE deve cooperare con paesi partner fidati e diversificare le catene di approvvigionamento, ove necessario. Il Gruppo PPE accoglie con favore gli accordi commerciali digitali (DTA) recentemente conclusi con Repubblica di Corea, Giappone, Canada e Singapore ed esorta la Commissione a garantire rapidamente accordi simili con altri Paesi partner (per esempio India, Australia, Nuova Zelanda, Indonesia, Tailandia, Malesia e Paesi africani e sudamericani). Ribadiamo l’importanza di individuare una soluzione permanente alla moratoria sull’e-commerce e accogliamo con favore gli attuali sforzi compiuti dalla JSI sull’e-commerce per definire regole multilaterali che consentano il libero flusso di dati oltre confine. Il Gruppo PPE sostiene inoltre il rilancio del Consiglio per il commercio e la tecnologia (TTC), che in passato ha rappresentato una solida piattaforma per lo scambio di pratiche digitali e di aree di cooperazione transatlantica; in tale contesto chiede altresì di portare avanti il dialogo nell’ambito del TTC tra India e UE.
     

  7. Tecnologia affidabile "Made in EU" come proposta di vendita esclusiva

    La tecnologia affidabile “Made in EU” rende l’Europa un leader globale in soluzioni digitali sostenibili, sicure, credibili e di qualità. Questo offre un vantaggio competitivo unico basato su fiducia, trasparenza e valori democratici. Chiediamo quindi di ridurre gli oneri amministrativi e di aumentare la competitività delle soluzioni di IA "Made in Europe". Accogliamo con favore le nuove iniziative volte a promuovere la ricerca europea sulle tecnologie digitali, in particolare su semiconduttori, intelligenza artificiale, robotica e tecnologie quantistiche. Proponiamo un sostegno continuo e geograficamente equilibrato alla cooperazione tra industria e università nel campo dell’IA e di altre tecnologie emergenti, in particolare promuovendo quadri di proprietà intellettuale favorevoli all’innovazione, meccanismi di trasferimento tecnologico e schemi di licenza intelligenti che aiutino a scalare i risultati della ricerca preservando la proprietà intellettuale europea, nonché lo sviluppo di infrastrutture europee pertinenti, come i centri europei di calcolo ad alte prestazioni.
     

  8. Infrastruttura digitale con difesa e sicurezza informatica

    Per promuovere l’autonomia strategica, l’UE deve garantire una maggiore integrazione tra infrastrutture digitali, sicurezza informatica e politica di difesa. I quadri di sicurezza informatica come NIS2, Cyber Resilience Act e Cyber Solidarity Act, devono operare in armonia per sostenere standard secure-by-design ed evitare frammentazioni normative. Le strutture esistenti, come ENISA ed ECCC, devono essere rafforzate, anche per sviluppare strumenti avanzati standardizzati (per esempio, strumenti per rilevare e neutralizzare malware nascosti). Le infrastrutture a doppio uso, come i data centre resilienti nell'UE, sono essenziali affinché la continuità operativa possa affrontare minacce ibride o belliche. L’UE dovrebbe inoltre dare priorità agli investimenti nella mobilità militare e nella sicurezza delle comunicazioni, compreso il dispiegamento urgente e prioritario di infrastrutture spaziali come IRIS², che fornirà servizi criptati per uso pubblico e difesa.

II. Completamento del Mercato unico digitale (DSM)

Il Mercato unico digitale rimane molto frammentato, soprattutto per quanto riguarda i servizi. L'Europa necessita di un'iniziativa su larga scala per abbattere le barriere e armonizzare la legislazione, proprietà comune degli Stati membri e della Commissione. I campioni digitali europei devono avere la possibilità di espandersi e crescere in tutta l’UE come un’unica realtà, non 27 volte nei diversi Stati membri. L’eccesso di regolamentazione è uno dei principali fattori che impediscono alle aziende europee di sviluppare e scalare le soluzioni digitali. L’Unione deve adottare un approccio coerente e basato sui costi che compensi le spese imposte dalla legislazione UE.
 

  1. Semplificazione e armonizzazione legislativa
     

    1. Omnibus digitale: Il Gruppo PPE sollecita la rapida adozione di un pacchetto omnibus digitale completo che riduca la burocrazia, elimini le sovrapposizioni o le contraddizioni legislative e semplifichi le norme per i cittadini e le imprese, al fine di rendere il Mercato digitale dell’UE più competitivo e prospero. Si possono inoltre considerare la coerenza tra le norme (cross-compliance) e le definizioni armonizzate. Le agevolazioni disponibili per le PMI devono essere ulteriormente estese alle piccole imprese a media capitalizzazione.
       

    2. Modernizzazione e semplificazione del GDPR: Il Gruppo PPE chiede di affrontare l'applicazione frammentata e le diverse interpretazioni del GDPR nell'UE e di valutarne la modernizzazione con particolare attenzione al rafforzamento dell'approccio basato sul rischio e all'adeguamento delle basi legali del trattamento dei dati personali, al fine di soddisfare le esigenze delle imprese dell'UE in termini di innovazione e competitività su scala globale. Il Gruppo PPE invita la Commissione a prendere in considerazione un "GDPR light" per le PMI, che devono affrontare un notevole onere di conformità.
       

    3. 28° regime: Creare un regime che consenta alle imprese di scegliere di operare e scalare in un ambito giuridico unico a livello europeo. Stabilire regole armonizzate, come esenzioni fiscali nel primo anno di attività, costi di registrazione inferiori, procedure di registrazione delle società completamente digitalizzate e più rapide e proporre agevolazioni fiscali per gli investimenti in ricerca e sviluppo per incoraggiare l'innovazione. Fornire sussidi e agevolazioni fiscali alle aziende che condividono volontariamente i dati tra imprese o PMI che investono nella ricerca di tecnologie moderne. Tale regime dovrebbe contenere norme armonizzate per un Piano di stock option per dipendenti (ESOP) UE, al fine di attrarre e trattenere i migliori talenti e incoraggiare una cultura di assunzione dei rischi smart. Il regime dovrebbe essere introdotto come modello "opt-in", cioè su base volontaria, qualora il Consiglio non raggiunga un accordo.
       

    4. Interoperabilità, standard e condivisione dei dati: Il Gruppo PPE chiede che la Strategia per l’Unione dei dati migliori la disponibilità dei dati in tutti i settori, razionalizzando e semplificando le regole per l’accesso ai dati stessi, in particolare per la nostra comunità di ricerca e l’industria, garantendo al contempo l’applicazione della giurisdizione dell'UE per evitare l'accesso non autorizzato ai dati da parte di Paesi terzi. Consentire la condivisione e l'accesso a grandi quantità di dati di alta qualità sarà fondamentale per stimolare l'innovazione e migliorare i servizi pubblici. Il Gruppo PPE sostiene inoltre l'avvio di una solida strategia di standardizzazione per garantire che le tecnologie emergenti siano costruite tenendo conto dell'interoperabilità e della conformità normativa.
       

    5. Affrontare gli oneri di conformità, soprattutto per le PMI: Il Gruppo PPE chiede di ridurre i costi di conformità e di rafforzare il "principio del solo invio", che semplificherebbe la conformità a un'unica autorità pubblica designata. A tal fine, il Portale unico digitale dovrebbe essere sviluppato come un ambizioso sportello unico dell’UE, mentre i sandbox normativi e gli hub di innovazione digitale dovrebbero essere ampliati. Il Gruppo PPE chiede inoltre l’introduzione del principio “Dentro uno, fuori due”, secondo cui per ogni euro di costo aggiuntivo introdotto da una nuova normativa, si applichi una compensazione di due euro con una riduzione dei costi in altri atti legislativi nello stesso ambito politico.
       

  2. Implementazione e applicazione
     

    1. Applicare pienamente la normativa digitale e garantire finanziamenti adeguati e autonomia alle autorità per perseguire l’attuazione delle regole: L'organico e il finanziamento delle relative unità della Commissione europea incaricate dell'attuazione della legislazione digitale prevista dovrebbero essere aumentati e almeno raddoppiati, oltre a garantirne l’autonomia operativa. La determinazione accurata del numero di utenti e di altri criteri è essenziale per garantire la corretta applicazione del Regolamento sui servizi digitali (DSA) per tutte le piattaforme che operano nel mercato dell'UE.
       

    2. Effettiva applicazione del Regolamento sui mercati digitali (DMA) in risposta al dominio crescente di pochi operatori globali nel cloud computing e nell'IA: Invitiamo la Commissione a valutare se i servizi di cloud computing di alcuni gatekeeper debbano essere designati nello specifico ai sensi del DMA. Chiediamo inoltre alla Commissione di avviare un'indagine di mercato per valutare se i servizi di IA debbano essere aggiunti all'elenco dei servizi di base della piattaforma.
       

    3. E-commerce: Il Gruppo PPE invita la Commissione a coprire i maggiori costi di vigilanza derivanti dall’aumento esponenziale delle spedizioni di acquisti online per le autorità doganali nazionali, attraverso l’introduzione rapida di una tassa di gestione e la creazione di un’Autorità doganale europea.

III. Proteggere i valori europei e la democrazia nel mondo digitalizzato

  1. Scudo per la democrazia

    Dobbiamo affrontare operazioni e campagne FIMI coordinate e continue, nonché singoli fenomeni che rappresentano sempre più un pericolo nel nostro spazio digitale, in particolare l’uso di account falsi, bot e manipolazione degli algoritmi in quanto favoriscono l’amplificazione selettiva di particolari contenuti politici o candidati per influenzare i risultati delle elezioni. Ciò è particolarmente importante alla luce delle minacce ibride e dell’impatto dei meccanismi opachi delle piattaforme sui processi elettorali che, ai sensi del DSA, le VLOP sono tenute a gestire mediante valutazioni periodiche dei rischi e attuazione di misure di mitigazione. Inoltre, è necessario esaminare attentamente l'impatto degli influencer online e il loro livello di conformità al diritto dell'UE. In definitiva, l'UE dovrebbe imporre regole chiare in materia di responsabilità e un ambiente in grado di creare una piattaforma interattiva di informazioni verificate, con dati scientifici costantemente aggiornati e diversificati, per affrontare in modo efficace la disinformazione e proteggere un diritto sostanziale e articolato alla libertà di parola, insieme a strutture di governance adeguate.
     

  2. Promuovere un ambiente online sicuro, anche per i minori

    Il Gruppo PPE si impegna a promuovere un ambiente online sicuro per i consumatori e gli utenti di tutte le età. Dobbiamo proteggere in particolare i minori esposti a numerosi rischi, come cyberbullismo, profiling e pratiche commerciali dannose, manipolazione, abuso e sfruttamento sessuale. Una verifica dell’età online affidabile e rispettosa della privacy dovrebbe proteggere i minori da contenuti non adatti alla loro età, come il gioco d'azzardo o la pornografia online.

    Proponiamo altresì che i minori di 16 anni non possano registrarsi sulle piattaforme di social media senza il consenso dei genitori. Il Gruppo PPE chiede inoltre l’introduzione di meccanismi di verifica dell’età altamente efficaci e rispettosi della privacy per le piattaforme di social media e condivisione video.

    Chiediamo anche di vietare alle piattaforme di incentivare il cosiddetto "kidfluencing". Il Regolamento CSAM dovrebbe essere finalizzato, prevedendo l’adozione di misure efficaci e adeguate senza indebolire la crittografia o la sicurezza delle applicazioni di comunicazione, nel rispetto del principio del “divieto di sorveglianza generale” sancito dal diritto dell’Unione e senza introdurre obblighi di conservazione dei dati in maniera sproporzionata e generalizzata. Gli algoritmi dovrebbero essere progettati in modo da includere misure di sicurezza che proteggano attivamente i minori da contenuti dannosi, manipolazioni e altri rischi online.
     

  3. Garantire la trasparenza e la responsabilità dell'algoritmo

    Dobbiamo garantire trasparenza significativa, capacità di spiegazione e responsabilità degli algoritmi delle piattaforme di social media, in particolare per quanto riguarda la moderazione dei contenuti, i sistemi di raccomandazione e la pubblicità online che hanno un forte impatto nel plasmare l’opinione pubblica, mediante l’applicazione rigorosa del Regolamento sui servizi digitali (DSA) e del Regolamento sull’intelligenza artificiale (AI Act).
     

  4. Tutelare la privacy, la protezione dei dati e i diritti digitali

    L’UE deve mantenere gli standard dei suoi diritti fondamentali nello spazio online, in particolare il diritto alla privacy, la protezione dei dati personali e la libertà di espressione. Allo stesso tempo, il Gruppo PPE sottolinea l’importanza di promuovere l'uso dei dati per sostenere la competitività dell’UE. La Commissione dovrebbe applicare rigorosamente il DMA in relazione agli obblighi tecnologici per garantire trasparenza e parità di condizioni, affrontando le distorsioni del mercato causate dai gatekeeper. Le piattaforme online che operano nel mercato dell’UE devono rispettare e attuare la legislazione UE applicabile. Il Gruppo PPE chiede di valutare i dati dell’UE come un bene strategico e di esplorare i meccanismi per esercitare un maggiore controllo strategico su di essi, in modo da favorire l’innovazione e la società europea e riflettere equamente il loro valore economico.
     

  5. Proteggere i diritti di proprietà intellettuale

    L’UE deve adeguare e rafforzare i meccanismi di applicazione per difendere i diritti dei creatori e preservare l’integrità dei contenuti creativi nell’era digitale, in particolare rispetto agli strumenti di intelligenza artificiale, garantendo che gli ambiti culturali e creativi europei, che contribuiscono in modo significativo a occupazione, crescita e competitività globale, possano continuare a prosperare in un’economia digitale equa e sostenibile, che valorizzi l’innovazione e la diversità culturale. La proprietà intellettuale è una pietra miliare della competitività digitale, della crescita economica e della leadership culturale dell'Europa. Il Gruppo PPE chiede una strategia europea sulla proprietà intellettuale solida e lungimirante, che promuova gli investimenti nell'innovazione, protegga i titolari dei diritti, offra certezza giuridica agli utenti e garantisca l’effettiva applicazione dei diritti di proprietà intellettuale, anche negli ambienti digitali e in risposta alle nuove sfide poste dall'intelligenza artificiale.
     

  6. Rafforzare i media indipendenti e la sfera pubblica digitale

    Il Gruppo PPE afferma il suo forte impegno a favore di mezzi di comunicazione liberi, pluralistici e indipendenti, chiave di volta di una democrazia europea vivace. Siamo a favore della diversità dei media nell'era digitale e riconosciamo il ruolo vitale del giornalismo indipendente; rivolgiamo particolare attenzione e sostegno ai giornalisti sempre più spesso oggetto di violenza verbale e fisica. Iniziative come il Centro europeo per la libertà di stampa e dei media (ECPMF) offrono un contributo essenziale in quest’ambito, in particolare nel contesto digitale, dove il giornalismo è sottoposto a crescenti pressioni. La loro attività di sostegno dei professionisti dei media, monitoraggio delle minacce e promozione del pluralismo è una componente essenziale di un'Europa digitale resiliente.
     

  7. Attuazione e coordinamento

    Gli obiettivi politici elencati in questo documento dovrebbero essere perseguiti rapidamente, il che richiederà uno sforzo altamente coordinato all’interno del Gruppo PPE e delle istituzioni dell’UE. Il Gruppo PPE nominerà un gruppo di Membri alla guida di tale processo di coordinamento.

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