Il sistema di ingresso/uscita sta contribuendo alla sicurezza dell’Europa: ora spetta agli Stati membri provvedere alla sua attuazione

Il sistema di ingresso/uscita sta contribuendo alla sicurezza dell’Europa: ora spetta agli Stati membri provvedere alla sua attuazione

16.07.2026 9:00

Il sistema di ingresso/uscita sta contribuendo alla sicurezza dell’Europa: ora spetta agli Stati membri provvedere alla sua attuazione

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Le code negli aeroporti non devono diventare un pretesto per ritardare il nuovo sistema europeo di controllo delle frontiere, sottolinea il Gruppo PPE a seguito delle recenti notizie riportate dai media sul nuovo sistema di ingresso/uscita (EES). Pur accogliendo con favore il sostegno della Commissione europea agli Stati membri, il Gruppo esorta le autorità nazionali a risolvere i problemi di attuazione senza indebolire il sistema.

«L’Europa ha bisogno di controllare chi entra e chi esce. Il sistema di ingresso/uscita sta già dimostrando la sua utilità. Si tratta di uno strumento di sicurezza essenziale che rafforza le frontiere esterne dell’UE, salvaguarda lo spazio Schengen e garantisce la sicurezza dei cittadini europei. Sosteniamo pienamente la Commissione europea nel garantire il suo successo nell’attuazione», ha affermato Lena Düpont, eurodeputata e portavoce del Gruppo PPE per gli affari interni.

Da quando è stata avviata la sua implementazione nell’ottobre 2025, l’EES ha registrato oltre 110 milioni di attraversamenti di frontiera che hanno coinvolto 52 milioni di viaggiatori, ha negato l’ingresso a più di 44.000 cittadini di paesi terzi e ha individuato circa 1.000 potenziali rischi per la sicurezza.

«La normativa offre già la flessibilità necessaria per affrontare le sfide operative temporanee. Gli Stati membri devono ora avvalersi appieno di queste disposizioni e risolvere i problemi di attuazione senza ritardare un sistema che sta già apportando benefici tangibili in materia di sicurezza», ha affermato Düpont.

Nota agli editori

Il Gruppo PPE è il più grande gruppo politico al Parlamento Europeo con 184 deputati provenienti da tutti gli Stati membri

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