Preparare l'Europa al XXI secolo: cinque punti per un'Europa migliore

15.02.2017

Preparare l'Europa al XXI secolo: cinque punti per un'Europa migliore

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1. Perché abbiamo bisogno dell'Europa? Desideriamo proteggere il nostro stile di vita europeo.

Gli europei temono di perdere il controllo e voce in capitolo nelle loro vite quotidiane, poiché affrontano sfide senza precedenti. Alcune di queste sfide hanno origini tecnologiche o economiche: la digitalizzazione, un'economia globalizzata, il cambiamento climatico. Altre derivano da poteri esterni: guerre in Medio Oriente, migrazione non controllata e terrorismo, una Russia aggressiva che minaccia la libertà e la pace, nonché gli Stati Uniti d'America più isolazionisti. Altre ancora sono sfide comuni all'interno dell'Unione: disoccupazione strutturale, invecchiamento della popolazione, emergere di nazionalismi politici e mancanza di coesione.

Alcune sfide richiedono una risposta da parte della comunità, mentre altre necessitano di un approccio coordinato tra gli Stati membri. Tenendo conto di tutte queste sfide, l'Europa rappresenta la nostra assicurazione sulla vita, in un mondo in forte evoluzione. Senza l'UE, gli Stati membri apparirebbero indeboliti e alla mercé degli eventi mondiali. Chiunque ritenga di essere un vero patriota, deve anche essere un europeista convinto.

2. Quali principi ispirano il nostro Gruppo? Noi sosteniamo un'Europa unita!

Noi sposiamo l'ideale europeo perché crediamo nei cittadini europei. Collaborando negli ultimi 70 anni, gli europei hanno raggiunto la pace, la libertà e la prosperità economica e sociale, come mai vissuti prima dal continente. Siamo ben consapevoli delle preoccupazioni degli europei riguardanti il lavoro, il reddito e le pensioni, la loro identità, il futuro per le loro amate famiglie e il loro desiderio di risultati comuni e di sicurezza individuale. Noi non crediamo nella paura ma nelle soluzioni. Noi sosteniamo lo stile di vita europeo che si traduce in libertà anziché oppressione, democrazia anziché dittatura, cooperazione anziché egoismo, sicurezza anziché odio e speranza anziché rabbia. Ciò ci distingue dai populisti, sia di destra che di sinistra.

Ci ispiriamo alle nostre esperienze storiche condivise, ai valori giudaico-cristiani e al pensiero umanista.  Per questo, sosteniamo in modo incondizionato la dignità umana, la democrazia, la libertà personale, l'uguaglianza, la giustizia e la solidarietà. In quanto Gruppo composto da Cristiano-Democratici e coloro che si situano nel centro-destra dello scacchiere politico, vogliamo un futuro migliore per tutti gli europei. Sosteniamo una società che includa tutti, dove la solidarietà sia il motore della coesione sociale e degli obiettivi comuni. Crediamo che ciascun individuo sia dotato delle potenzialità necessarie a realizzare la vita che desidera. Invece di cercare di prendere il controllo delle vite delle persone o scegliere semplicemente l'atteggiamento del totale laissez-faire, siamo a favore dello spirito imprenditoriale, del commercio, dell'istruzione, della ricerca, dell'innovazione, dell'economia di mercato e della responsabilità sociale con alti standard di qualità. Di conseguenza, ci impegniamo per un'Unione europea migliore e più vigorosa.

Allo stesso tempo, siamo convinti che tanto l'UE quanto i suoi Stati membri debbano rispettare rigorosamente lo Stato di diritto e i principi democratici europei. Il comportamento etico e la lotta alla corruzione sono i requisiti essenziali per riconquistare la fiducia dei cittadini. I nostri valori richiedono il rispetto delle chiare condizioni stabilite nei criteri di Copenaghen e nel Trattato di Lisbona, non soltanto durante il processo di adesione, ma anche come Stati Membri a pieno titolo. Gli Stati membri devono soddisfare le condizioni stabilite, inclusa la capacità di integrazione dell'UE come parte dei criteri di Copenaghen. Soltanto i Paesi con una chiara appartenenza geografica all'Europa possono ottenere l'adesione. La Turchia non può ottenere la piena adesione all'UE perché ciò sarebbe delicato sia per l'Unione europea che per la stessa Turchia. Desideriamo, quindi, che la Turchia faccia parte della cerchia di partner intorno all'UE composta da paesi che non possono ancora diventare membri dell'Unione o che non lo diventeranno.

Crediamo fermamente che, con il sostegno attivo dei cittadini, saremo in grado di creare l'Europa che desideriamo vedere: un'Europa unita, competitiva, equa e attiva con Stati nazionali orgogliosi. Questo è il motivo per cui siamo profondamente impegnati nei confronti delle quattro libertà dell'Europa: la libera circolazione dei beni, dei capitali, dei servizi e delle persone. Queste libertà non sono negoziabili. Esse costituiscono il prerequisito per tenere l'Europa unita e per creare un futuro migliore Non abbiamo bisogno di un'Europa di muri e odio. Non accettiamo che un paese faccia delle scelte "à la carte" alle spese degli altri. Al contrario, abbiamo bisogno di un'Europa forte e unita, che ci permetta di affrontare le sfide cui ci troveremo dinanzi nei prossimi anni, livello sia locale che globale.

3. Di che tipo di Europa abbiamo bisogno? Vogliamo un'Europa fatta per e dai cittadini!

La risposta al voto della Brexit non può essere più o meno Europa, la risposta consiste in una migliore cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri. L'UE e le nazioni che la costituiscono non sono in contraddizione, al contrario esse formano un insieme. L'Unione europea può agire con successo solo se tutti i suoi Stati membri si affermano e se entrambi i livelli collaborano in modo costruttivo. Questa cooperazione più intelligente deve coinvolgere anche i cittadini. La voce dei nostri cittadini sul futuro dell'Europa deve essere rafforzata. L'UE deve diventare una vera unione dei cittadini.

Vogliamo potenziare la democrazia parlamentare all'interno dell'EU, con il Parlamento europeo e il Consiglio dei Ministri che agiscono come due Camere. Lo statuto del Consiglio dovrebbe essere adattato di conseguenza. Le strutture specializzate del Consiglio dovrebbero diventare commissioni del Consiglio, che si incontrano in sessioni pubbliche come un legislatore ordinario. La Commissione europea, in qualità di suo braccio esecutivo, dovrebbe agire più proattivamente come guardiano dei Trattati e della corretta esecuzione delle norme dell'UE. Vogliamo un Parlamento europeo che sia il guardiano della democrazia. Per questo deve rafforzare la sua capacità di obbligare la Commissione a prendere iniziative legislative e di controllarla. Le opzioni legali per le commissioni d’inchiesta del Parlamento europeo devono diventare più forti laddove sono in gioco gli interessi dei cittadini. Al fine di potenziare i risultati delle elezioni europee e di rafforzare la volontà degli elettori, dobbiamo istituire il sistema dei cosiddetti "Spitzenkandidaten" (candidati capilista) come pratica permanente rafforzata. Sosteniamo un unico quadro istituzionale per l'UE. Ciò vuol dire che la dimensione parlamentare dell’eurozona deve restare all'interno del Parlamento europeo.

L'UE deve concentrarsi sui suoi compiti principali. L'UE deve imparare a fare un passo indietro e agire soltanto qualora sia necessario. I cittadini dell'Unione non vogliono un'Europa che si perde nei dettagli, ma una che agisca quando può fare la differenza. Questo è il motivo per cui abbiamo bisogno di chiarire il limite tra le competenze dell'UE e quelle degli Stati membri a livello nazionale, applicando meglio i principi di sussidiarietà e proporzionalità. l'Europa deve essere grande per le cose grandi e piccola per le cose piccole.

Coloro che prendono le decisioni devono essere chiamati a risponderne. I cittadini devono essere in grado di riconoscere meglio quale Istituzione è responsabile per quale decisione nel processo decisionale dell'UE. Si devono offrire loro chiare alternative politiche in un processo più politicizzato. Il metodo comunitario è il processo decisionale più efficace e trasparente, con votazione a maggioranza qualificata nel Consiglio e con il Parlamento europeo che svolge a pieno il suo ruolo di rappresentante dei cittadini. Il mercato interno ne è una prova. I blocchi frequenti all'interno del Consiglio e del Consiglio europeo, dove i singoli Stati Membri impediscono decisioni fondamentali ed esercitano spesso pressioni su altri Stati Membri con richieste particolari in altri ambiti, devono cessare. Inoltre, il requisito di unanimità deve diventare l'eccezione. Il Consiglio dovrebbe utilizzare il voto a maggioranza qualificata come previsto nei trattati. L'approccio intergovernativo può essere a volte necessario per avviare progetti, ma deve rimanere l'eccezione. Una governance efficace a livello europeo è anche un prerequisito per garantire decisioni rapide senza ritardi ingiustificati. Il numero di Commissari dovrebbe essere ridotto, come previsto inizialmente nel trattato di Lisbona, per consentire di avere un collegio di Commissari più mirato ed efficiente, con portafogli davvero pertinenti.

Le decisioni dell'UE sono vincolanti. Ciò che è stato deciso a livello europeo deve essere attuato da ogni Stato membro. L'UE deve avere le competenze e la capacità di garantire l'attuazione delle leggi approvate. Le capacità di esecuzione della Commissione europea devono essere potenziate, con il consenso e il controllo del Parlamento europeo e del Consiglio. Il Parlamento europeo deve concentrarsi maggiormente sul controllo e sull'attuazione. Per svolgere tali compiti, siamo convinti che l'Unione e gli Stati Membri debbano lavorare nel rispetto reciproco e conformemente ai principi della collaborazione sincera e leale.

L'Europa deve essere governata "in modo intelligente" per liberarsi dell'eccessiva burocrazia. La nostra politica è quella di ridurre in modo deciso la burocrazia e gli oneri normativi, in particolare per liberare le PMI dal dover rispettare norme non necessarie. Siamo convinti che i cittadini saranno in grado di accettare l'idea europea soltanto se l'UE eviterà la regolamentazione eccessiva e rispetterà le competenza degli Stati Membri e delle Regioni. Siamo per questo in favore di una verifica più indipendente delle valutazioni d'impatto e della conformità con il principio di sussidiarietà. Cerchiamo di stabilire un comitato di controllo regolatore indipendente per valutare la burocrazia e la competenza legislativa. Inoltre, riteniamo che le analisi obbligatorie delle PMI e delle start up siano uno strumento essenziale nel processo legislativo per garantire che le preoccupazioni delle aziende più piccole siano prese in considerazione.

4. A quali priorità dovrebbe dedicarsi l’Europa?

La sicurezza nella libertà e nella prosperità in un'economia sociale di mercato con una dimensione sociale erano, sono e saranno le due pietre angolari dell'integrazione europea. Con questo spirito, affrontando le sfide cruciali della loro epoca, i Padri Fondatori europei hanno trasformato l'Europa in un'Unione di pace e libertà, mentre le generazioni successive hanno approfondito l'unione economica e monetaria. L'Europa di oggi deve ridare vita a questo spirito di azione comune per offrire al continente sicurezza, stabilità e prosperità.

Il progetto di pace europeo deve essere completato da un'unione basata sulla sicurezza.

La pace e la libertà in Europa non sono minacciate da guerre tra gli Stati Membri. Le minacce attuali emergono piuttosto da conflitti regionali, guerre ibride, conflitti asimmetrici e terrorismo internazionale. L'Europa deve diventare un'ancora di stabilità in un mondo sempre più insicuro. L'UE deve dunque essere ulteriormente sviluppata in un'unione della sicurezza.

Vogliamo una politica estera e di sicurezza comune ambiziosa.

Affinché l'UE abbia voce in capitolo sulla scena internazionale, deve parlare con una sola voce. Per questo è necessario un miglior coordinamento della rappresentanza dell'UE e degli Stati Membri in tutte le organizzazioni internazionali e, laddove possibile e auspicabile, va presa in considerazione una rappresentanza comune. Potenziare la politica estera e di sicurezza comune è fondamentale per l'UE per sconfiggere il terrorismo, portare la pace, la stabilità e l'ordine nel suo vicinato e porre limiti alle autocrazie. Anche l'istituzione di una guardia di frontiera e costiera europea e di un organismo europeo per la protezione civile implica lo sviluppo di capacità militari. Il Gruppo PPE sostiene l'istituzione di un'Unione europea della difesa con l'UE quale garante della propria difesa e della sicurezza. Vogliamo una vera politica di difesa europea che implichi la creazione di quartieri generali operativi permanenti, cooperazione strutturata e scambio di informazioni e un gruppo tattico dell'UE, pronto ad agire in ogni momento. Invitiamo all'uso del pieno potenziale delle disposizioni del trattato di Lisbona sulla sicurezza comune. L'Unione europea della difesa deve rafforzare la nostra azione esterna e i nostri impegni esterni, in ambito ONU o NATO o mediante coalizioni di Stati interessati. Una stretta collaborazione con gli Stati Uniti è fondamentale per la sicurezza dell'intera Europa. Dobbiamo costruire velocemente questa unione della sicurezza e permettere agli Stati Membri particolarmente minacciati dal terrorismo internazionale di agire collettivamente. Siamo dunque pronti ad accettare un'Europa a diverse velocità in questo ambito nel quadro dei trattati. Il nostro obiettivo a lungo termine sono le forze armate europee.

Crediamo fermamente che la lotta al terrorismo sia anche un dovere dell'UE.

La risposta europea ai recenti attacchi terroristici in Francia, Belgio, Germania e altrove è diretta: l'Europa deve restare unita. L'obiettivo dei terroristi di vedere un'Europa spaventata e paralizzata sta fallendo. Il Gruppo PPE è, e sarà, la forza politica che lotta per la sicurezza dell'Europa. Per noi, la sicurezza dell'Europa è una priorità: sono richieste una cooperazione e un'integrazione decisamente migliori e più forti, in termini di scambio di informazioni da parte dei servizi segreti e dei servizi di polizia e di scambio delle migliori pratiche sulle azioni preventive e repressive contro la radicalizzazione e il terrorismo. Per noi è essenziale che le vittime del terrorismo ricevano particolare attenzione, che salvaguardiamo i loro diritti, che garantiamo loro il sostegno e la protezione di cui hanno bisogno e che la giustizia tuteli la loro dignità e memoria, ora più che mai. Tutte le pertinenti banche dati europee devono essere rese interoperabili e accessibili alle agenzie europee competenti e alle autorità di contrasto nazionali sul campo, al fine di garantire la migliore protezione dei cittadini e delle frontiere dell'UE. Parallelamente, dobbiamo investire in una tecnologia per la sicurezza molto più intelligente per proteggere le persone, ad esempio sviluppando scanner facciali e migliorando i sistemi di sicurezza. Inoltre, l'Europa ha bisogno di un quadro giuridico adatto alla gestione delle varie minacce terroristiche. L'Europa è la nostra garanzia per la sicurezza e per la libertà. Il principio dello Stato di diritto deve essere sempre rispettato nella nostra lotta contro il terrorismo.

Dobbiamo impegnarci al massimo per un miglior controllo delle nostre frontiere.

Il flusso di rifugiati e migranti economici in arrivo in Europa ha messo alla prova le nostre capacità di farvi fronte a livello europeo, nazionale e locale.  Abbiamo sempre sostenuto un approccio europeo comune per proteggere le nostre frontiere esterne. La guardia di frontiera e costiera europea di recente creazione deve essere pienamente costituita e dotata di strumenti sufficienti. Tuttavia dobbiamo anche controllare e regolamentare il numero di migranti che entrano nell'Unione europea. Dopo gli ultimi anni di crisi, dobbiamo sviluppare un "meccanismo solidale" flessibile e sostenibile che consenta una distribuzione più equa della responsabilità e solidarietà tra gli Stati membri. L'UE dovrebbe in primo luogo accordare assistenza e protezione ai rifugiati nei Paesi terzi in crisi e nelle loro aree limitrofe. Dovrebbe essere l'Unione europea a decidere chi soddisfa i requisiti per la protezione all’interno dell’Europa. Il sistema Schengen deve essere preservato e approfondito. L'UE deve aggiornare la sua politica comune in materia di asilo per proteggere in modo efficace questi rifugiati e le persone perseguitate che hanno i requisiti per la protezione, conformemente ai nostri valori cristiani e umanitari, e rimpatriare velocemente coloro che non li hanno. Inoltre, dobbiamo affrontare più seriamente le cause alla radice della migrazione e contribuire alla creazione della pace nel vicinato meridionale dell'UE, promuovere lo sviluppo economico in Africa e sviluppare piani per ridurre l'instabilità in queste regioni.

L'Unione economica e monetaria deve essere completata da un Unione dell'innovazione.

Abbiamo bisogno di un'economia sociale di mercato più equa, che crei posti di lavoro, ricchezza ed equità sociale. In un mondo economico sempre più interconnesso e dipendente dall'innovazione, non raggiungeremo questo obiettivo in forma duratura accumulando debito e spingendo verso l'isolazionismo. La digitalizzazione e la globalizzazione non farebbero che spazzare via, prima o poi, gran parte di ciò che ci è caro in Europa. I migliori incentivi alla crescita sono condizioni quadro economiche favorevoli. Questo è il motivo per cui sosteniamo riforme strutturali e investimenti mirati, una tassazione equa, accordi commerciali equi, una riacquisizione della leadership nell'innovazione e il completamento del mercato unico. Siamo inoltre convinti che il bilancio dell'UE abbia bisogno di un sistema di autentiche risorse proprie, a seguito delle raccomandazioni della relazione Monti sul finanziamento futuro dell'UE.

Crediamo in finanze solide, nella piena occupazione e nella prosperità.

Soltanto con un'economia competitiva potrà svilupparsi la ricchezza di domani. All'origine della disoccupazione giovanile in ampie parti d'Europa c'è la cattiva amministrazione di ieri e non il patto di stabilità di oggi. Noi sosteniamo la stabilità fiscale e la competitività sulla base delle riforme strutturali. Finanze solide, piena occupazione e prosperità non sono una contraddizione, ma possono essere ottenute soltanto insieme nel lungo termine. Allo stesso modo, l'economia sociale di mercato non può accettare i paradisi fiscali e la frode fiscale. Abbiamo bisogno di norme eque per la fiscalità nell'Unione europea e al di là delle sue frontiere. L'euro è la moneta dell'intera Unione europea. Soltanto con un euro stabile le persone riacquisteranno fiducia nel nostro ordine economico. Inoltre, vogliamo completare l'Unione economica e monetaria rafforzando la governance economica nell'Unione europea e specialmente nella zona euro. Dovrebbero essere presi in considerazione i limiti al debito pubblico, così come la creazione di un quadro per una procedura ordinata di insolvenza del debito sovrano. Una moneta solida necessita di una struttura coerente all'interno del quadro dell'UE e di un meccanismo efficace per la sua stabilità. Per questo motivo ci siamo impegnati con il patto di stabilità, completato da un pacchetto di investimenti ambizioso, al fine di raggiungere la piena occupazione in tutta l'Europa nel lungo termine. Il piano Juncker per gli investimenti strategici può essere solo un punto di partenza, in sinergia con i fondi di coesione e la politica agricola comune. Dobbiamo sostenere più progetti simili. Abbiamo bisogno di ulteriori investimenti che siano alimentati non da debiti ma da idee. L'Europa non ha bisogno di politiche di stimolo non mirate, ma di incentivi d'investimento di lungo termine e condizioni adeguate per il mercato dei capitali.

Poniamo la dimensione sociale al centro della nostra economia sociale di mercato.

Sebbene l'Europa sia uscita dalla crisi economica e finanziaria, troppe persone lottano ancora con la disoccupazione. Siamo per questo convinti che la creazione di un'agenda sociale europea forte debba essere una componente del nostro modello economico e al cuore dei principi del Gruppo PPE di solidarietà, dignità e giustizia sociale al fine di affrontare le radici delle disuguaglianze sociali e territoriali in Europa.

Crediamo nel libero scambio quale motore della prosperità e dell'occupazione.

I migliori incentivi all'investimento sono condizioni quadro economiche favorevoli. Noi sosteniamo accordi di libero scambio equi per far sì che i nostri cittadini traggano beneficio dalla globalizzazione. Il libero scambio non riguarda soltanto l'abolizione delle tariffe, ma il miglioramento degli standard sociali, la protezione dei consumatori e l'economia sociale di mercato. Soltanto con un libero scambio equo saremo in grado di mantenere i nostri standard sociali, ambientali e tecnologici a livello globale e di migliorare, al contempo, le condizioni di vita nei nostri paesi partner, opponendoci al lavoro minorile, ad esempio. Escludere il libero scambio categoricamente e in partenza non è sensato dal punto di vista economico ed è profondamente ingiusto. L'Europa e i suoi Stati Membri devono piuttosto concentrarsi su come poter creare nuovi posti di lavoro e proteggere le nostre aziende dalla liquidazione. Per entrambi, il libero scambio è inevitabile. L'Unione europea e le sue istituzioni hanno competenza esclusiva sulla politica commerciale comune dell'Unione, come garantito dai trattati. Gli Stati Membri hanno piena voce in capitolo attraverso i loro governi democraticamente eletti in seno al Consiglio. Essi dovrebbero astenersi dalla tentazione miope di includere nuovi oppositori soltanto per ragioni politiche, cosa che renderebbe la conclusione di qualunque nuovo accordo commerciale praticamente impossibile.

Vogliamo promuovere l'innovazione.

Negli ultimi 500 anni, l'Europa è stata il polo creativo del mondo. Importanti innovazioni globali sono state realizzate in Europa. I Google e Facebook di oggi mostrano un quadro diverso. L'Europa deve ritrovare la sua ambizione. Abbiamo bisogno di progetti nuovi, di alto livello, come Airbus nella sua concezione originaria. In questo modo, le persone possono vedere che l'Europa non è un'agenzia che legifera, ma una fonte di idee per una vita migliore. Vogliamo promuovere l'innovazione e trasformare il potere economico dell'Europa in potere innovativo. L'Europa deve conservare la sua leadership nella bioeconomia e nell'economia circolare e riacquistare la leadership tecnologica e digitale creando un'area comune per la ricerca, l'innovazione e la scienza aperta, trasformando i nostri risultati scientifici in innovazioni nell'economia reale e digitalizzando l'industria.

La dotazione di mezzi digitali ai cittadini e alle imprese deve essere una priorità europea e gli ostacoli ingiustificati allo sviluppo transfrontaliero del commercio elettronico e all'accesso alla cultura devono essere rimossi. Risultati tangibili e veloci dipendono anche da nuovi modelli commerciali e dalla più ampia scelta del consumatore in un mercato unico pienamente funzionante e integrato. Le regole del mercato unico devono essere tradotte nel mondo digitale.

Il mercato unico digitale, con i suoi 510 milioni di consumatori, può condurci a sfruttare a pieno il nostro potenziale, può rendere l'Europa un precursore e aumentarne la competitività globale. Il Gruppo PPE ritiene che la connettività, e di conseguenza lo sviluppo di infrastrutture, la promozione dell'industria 4.0, l'eliminazione degli ostacoli al commercio elettronico e la messa a disposizione di mezzi digitali ai singoli cittadini e alle imprese, in particolare le PMI e le start-up, debbano costituire una priorità europea. A tal fine, l'UE deve creare un ambiente favorevole agli investimenti, accrescere il coordinamento della gestione dello spettro radio, sviluppare le competenze e l'alfabetizzazione digitali e instaurare fiducia tra tutti i partner del mondo digitale in modo da creare un'economia competitiva basata sui dati. L'UE deve stabilire un quadro legislativo per la nuova economia, per evitare un'ulteriore frammentazione tra gli Stati Membri. L'attuazione del mercato unico digitale e dell'Unione dell'energia sono fondamentali per raggiungere tali obiettivi.

Inoltre, vogliamo lanciare progetti concreti, come il riconoscimento vocale, la robotica e l'intelligenza artificiale, i supercomputer, la tecnologia mobile 5G e le città e i paesi intelligenti, per aiutare l'Europa a sprigionare il suo potenziale innovativo. L'Europa dovrebbe combinare le sue capacità di innovazione con la creatività. Nell'era digitale, il progresso tecnologico da solo non fa la differenza. Ciò che fa la differenza in un settore informatico sempre più competitivo à la capacità delle aziende di trasformare la tecnologia in stile di vita. L'Europa può diventare un luogo unico al mondo per l'innovazione e la creatività.

Allo stesso tempo, l'Europa deve affrontare meglio le grandi questioni del nostro tempo nel campo della ricerca, quali la lotta al cancro e le soluzioni tecniche al cambiamento climatico, sviluppando progetti di punta. Il budget dell'UE deve essere più mirato e riorganizzato di conseguenza. Essa deve inoltre investire di più nel suo futuro e consacrare meno risorse alle strutture del passato. Deve offrire sempre più soluzioni ai problemi urgenti dell'umanità.

Infine, siamo convinti che l'Europa debba svolgere un ruolo di rilievo nell'inventare un nuovo modello di crescita, basato su un'economia sostenibile e circolare per proteggere le nostre risorse naturali. Molti dei nostri problemi ambientali possono essere affrontati soltanto a livello europeo poiché gli agenti inquinanti non rispettano le frontiere. Difendiamo dunque un approccio basato sul mercato, dove la politica ambientale europea sia intesa ad aiutare l'industria a innovare e affrontare le preoccupazioni dei consumatori, restando comunque competitiva.

5. Vogliamo promuovere un'Europa dei giovani e dare un futuro brillante alle nostre società e famiglie europee.

L'Europa è diventata un motore trainante per la giustizia e la solidarietà tra generazioni. Stiamo lottando per un futuro migliore per le famiglie in settori di intervento trasversali. Garantire una politica socioeconomica sostenibile ed equa è alla base di una vita migliore per tutte le famiglie.  Inoltre, vogliamo uno scambio proficuo di idee tra le varie regioni europee su come affrontare le sfide demografiche. Il bilancio dell'UE dovrà adattarsi all'evolversi dell'integrazione economica, fiscale e politica, mantenendo al contempo i suoi elementi fondamentali: investimenti nella competitività, occupazione per i giovani e maggiore coesione tra gli Stati membri.

Allo stesso tempo, dobbiamo sostenere l'identità europea per le generazioni future. Quanti più giovani possibili dovrebbero fare l'esperienza dell'"Europa" in prima persona. Vogliamo introdurre progetti interattivi nuovi e significativi che coinvolgano i giovani in Europa, quali un biglietto Interrail per il loro diciottesimo compleanno. Questo permetterà non solo ai giovani europei di scoprire la bellezza e la diversità del continente, ma creerebbe anche tutta una nuova serie di possibilità per le regioni e le città europee per collegare i loro progetti all'idea europea. Inoltre, vogliamo potenziare il programma Erasmus, per gli studi universitari e per la formazione professionale. Vogliamo istituire il principio secondo il quale l'Erasmus è possibile per tutti i giovani, indipendentemente dalla loro provenienza. Vogliamo promuovere i giovani imprenditori incoraggiando le loro start-up e le loro PMI innovative a chiedere finanziamenti dell'UE.

Gli europei potranno agire insieme soltanto se saranno in grado di capirsi. Per questo vogliamo che una parte del bilancio dell'UE sia dedicata alla promozione delle competenze per il successo nel XXI secolo in tutti gli Stati membri. Ciascun bambino deve avere accesso all'istruzione di qualità e la possibilità, sotto la responsabilità degli Stati membri, di acquisire competenze linguistiche, digitali, creative, analitiche o critiche in modo più approfondito di quanto non accada oggi. Il più grande patrimonio dell'Europa è la capacità umana. Sviluppando pienamente le nostre competenze, forniamo ai giovani europei la migliore garanzia per un futuro sicuro e brillante.

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L'Unione europea si trova a un bivio e oggi è per noi una sfida collettiva e una responsabilità individuale raggiungere e coinvolgere ogni singolo cittadino per dare fiducia agli europei e renderli di nuovo orgogliosi di questo progetto unico che hanno costruito negli ultimi decenni, per la pace e la prosperità dei loro figli.