Posizione del Gruppo PPE sull'Africa

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Argomentazioni in favore di un partenariato reciprocamente vantaggioso

L'Africa è un partner fondamentale dell'UE e tale rimarrà. In quanto continenti vicini, siamo legati da una geografia, una cultura e una storia condivise. L'UE e suoi Stati membri costituiscono inoltre il principale partner dell'Africa sotto ogni aspetto in termini di commercio, investimenti, aiuto pubblico allo sviluppo (APS), assistenza umanitaria e sicurezza. Nell'uscita dalla pandemia di COVID-19 e dalla recessione economica globale, sia l'UE che l'Africa fanno fronte a un crescente numero di sfide che necessitano di una risposta coordinata. Tali sfide riguardano in particolare: il commercio, gli investimenti e la creazione di posti di lavoro, l'istruzione, i cambiamenti climatici, la sanità (ivi compreso l'accesso ai vaccini), l'agricoltura e la sicurezza alimentare, la cooperazione allo sviluppo efficiente e sostenibile, lo sviluppo istituzionale e la buona governance, la pace e la sicurezza, l'aumento della concorrenza a livello geopolitico e la migrazione. Tuttavia, con l'aumento delle sfide, emerge anche un'ampia serie di opportunità condivise. L'UE e l'Africa devono cogliere insieme tale momento propizio per una migliore ricostruzione a seguito della pandemia di COVID-19 ed effettivamente conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite. Ciò richiederà un maggiore impegno da entrambe le parti per dare vita a un partenariato più efficace e più stretto, basato sull'interesse reciproco, sulle priorità strategiche e su una cooperazione efficace e strutturata come pure su obiettivi chiari sul lungo periodo. Come regola generale, il gruppo del Partito popolare europeo (Gruppo PPE) è pertanto a favore di un partenariato tra l'UE e l'Africa basato sulla reciprocità, sulla responsabilità condivisa, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco e sull'uguaglianza.

L'UE ha iniziato ad abbandonare la logica basata sul rapporto donatore-beneficiario sempre più obsoleta in favore di un partenariato in condizioni di parità, a partire dalla comunicazione della Commissione guidata da Juncker su una nuova alleanza Africa-Europa, seguita dalla comunicazione congiunta del 2020 della Commissione guidata da von der Leyen intitolata "Verso una strategia globale per l'Africa" e ribadita dal Parlamento nella strategia del 2021 su un nuovo partenariato UE-Africa. Il Gruppo PPE si è espresso a favore di tale cambiamento, in quanto consente a entrambe le parti di perseguire i propri interessi nonché di individuare i settori comuni di cooperazione in cui possono collaborare. Ciò riflette i valori fondamentali del PPE quale gruppo politico dei democratici cristiani del centro-destra: solidarietà, sussidiarietà e definizione di politiche in favore del bene comune. Il Gruppo PPE ritiene che le sfide di cui sopra comporteranno per l'UE e l'Africa la necessità di:

  • incoraggiare il commercio, gli investimenti e la creazione di posti di lavoro;
  • sostenere la parità di accesso a un'istruzione di qualità;
  • mitigare i cambiamenti climatici e adattarvisi, nonché rispondere alle sfide ambientali;
  • rafforzare i sistemi sanitari, la preparazione nei confronti delle pandemie e la produzione locale di vaccini;
  • trasformare l'agricoltura per garantire la sicurezza alimentare;
  • garantire l'efficacia dello sviluppo e l'efficienza degli aiuti;
  • promuovere lo sviluppo istituzionale e la buona governance;
  • favorire una sicurezza e una pace durature;
  • gestire la concorrenza geopolitica sul continente africano;
  • affrontare le cause alla base del fenomeno della migrazione.

Commercio, investimenti e creazione di posti di lavoro

Il Gruppo PPE accoglie con favore la strategia commerciale dell'UE del 2021, che presta particolare attenzione all'Africa proponendo varie linee di azione per rafforzare i legami economici e commerciali tra i nostri due continenti nonché rafforzando l'impegno dell'UE con i paesi africani. In particolare, con un totale di 124 miliardi di importazioni dall'Africa, l'UE rappresenta già il mercato più aperto per le esportazioni africane (e l'Europa rappresenta di gran lunga il mercato più grande per le esportazioni dell'Africa, nonché il principale cliente di quest'ultima). Nel 2020, gli scambi totali di merci tra i 27 Stati membri dell'UE e l'Africa sono stati pari a 225 miliardi di EUR, rispetto ai 115 miliardi di EUR con la Cina e ai 38 miliardi di EUR con gli Stati Uniti. Dobbiamo tuttavia ridurre in modo significativo gli ostacoli non tariffari per il commercio di beni e servizi tra l'UE e l'Africa. Ciò richiede un dialogo sulle nuove prescrizioni relative ai prodotti e sulle norme in materia di qualità introdotte dalla normativa del Green Deal, nonché sui nuovi obblighi in materia di responsabilità per le imprese, che fanno riferimento a norme sociali e ambientali.

Le imprese europee non sfruttano ancora pienamente gli investimenti e le opportunità commerciali in Africa. Il Gruppo PPE si adopera per cambiare tale tendenza: attingendo alle migliori pratiche dei paesi africani all'avanguardia nel quadro del "Global Compact per l'Africa" del G20, fornendo sostegno tecnico per modificare i quadri normativi e migliorare il contesto degli investimenti, nonché rimuovendo gli ostacoli, ad esempio con la sollecitazione di accordi in materia di doppia imposizione. Dobbiamo anche adattarci. Dobbiamo anche adattare il lavoro e gli strumenti della Banca europea per gli investimenti (BEI) come pure della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) agli investimenti necessari in Africa, in particolare fornendo più garanzie e capitale di rischio al fine di agevolare gli investimenti di ampia portata mantenendo al contempo il sostegno dell'UE per i progetti locali su scala più piccola. È inoltre fondamentale che gli investimenti europei siano accompagnati da una presenza visibile dell'UE e da un dialogo politico costante.

L'attività degli investitori stranieri e la prosperità delle imprese africane sono ostacolate dai mercati frammentati, da procedure ai valichi di frontiera e da regimi di transito inefficienti per le merci, i servizi e le persone, nonché da una scarsa attuazione degli impegni in materia di integrazione regionale. Il Gruppo PPE invita l'UE, forte della sua esperienza nello sviluppo del mercato unico europeo, a sostenere con vigore l'integrazione regionale, economica e politica in Africa. È in particolare di fondamentale importanza l'attuazione globale, efficace e tempestiva della zona di libero scambio africana (AfCFTA), progetto faro del piano di attuazione dei primi dieci anni (2014-2023) nel quadro dell'agenda 2063 dell'Unione africana, entrata in vigore il 30 maggio 2019. La riteniamo indispensabile affinché l'UE e l'Africa promuovano il commercio transregionale, ad esempio, attraverso una cooperazione e un dialogo politico maggiori con l'Unione africana e i suoi Stati membri. Chiediamo che gli accordi di partenariato economico siano esaminati per verificare che siano idonei all'integrazione regionale e la sostengano come pure che siano in linea con le attuali politiche europee quali la nuova politica agricola comune o gli obiettivi per la riduzione delle emissioni di CO2.

Il Gruppo PPE condivide la visione di lungo periodo di un accordo di libero scambio tra continenti. A tale scopo, il nostro stretto rapporto tra l'UE e il vicinato meridionale potrebbe fungere da modello in quanto dimostra che la politica commerciale può costituire uno strumento per promuovere la stabilità e l'integrazione regionali, nonché creare una situazione vantaggiosa per tutti, sia per l'Africa sia per l'UE. Il Gruppo PPE ritiene pertanto che la conclusione di un accordo di libero scambio, riguardante non solo le merci ma anche i servizi, migliorerebbe lo sviluppo economico nel vicinato meridionale e agevolerebbe gli investimenti europei.

Oltre agli scambi e agli investimenti, la creazione di posti di lavoro rappresenta una sfida significativa per l'Africa, in quanto la popolazione in età lavorativa dovrebbe aumentare di 450 milioni di persone nell'arco di 20 anni, dal 2015 al 2035. Tale aumento della popolazione e le tendenze demografiche influiranno in modo significativo su varie dinamiche, ad esempio la lotta contro i cambiamenti climatici, la migrazione, la pace e la sicurezza. Per stare al passo con il rapido aumento della popolazione, ogni anno in Africa sono necessari milioni di nuovi posti di lavoro. Con il commercio e gli investimenti, i paesi africani disporranno di nuove opportunità per la creazione di posti di lavoro. In questo contesto, il Gruppo PPE ritiene ancora più importante che l'UE sostenga l'attuazione dell'AfCFTA e continui a cooperare con i paesi africani sull'agevolazione e sulla promozione degli investimenti privati nel continente. In particolare, l'economia digitale in Africa offre prospettive favorevoli per una maggiore creazione di posti di lavoro. I nostri partner africani sono attivamente alla ricerca di assistenza dell'UE per valorizzare l'infrastruttura digitale dell'Africa, nonché per garantire una connettività e un accesso a Internet adeguati in tutto il continente. Il Gruppo PPE chiede pertanto alla Commissione europea di porre un accento particolare sulla digitalizzazione nel quadro dell'"iniziativa Global Gateway" riguardo all'Africa.

Accogliamo con favore la riforma del sistema di preferenze generalizzate (SPG) e ci impegneremo attivamente in favore di una riforma che renda tale sistema adatto allo scopo per il prossimo decennio, per continuare ad aiutare i paesi beneficiari africani a sviluppare la propria resilienza attraverso la diversificazione delle loro economie, l'aumento delle opportunità di esportazione e la generazione di crescita e posti di lavoro. I prestiti e i finanziamenti di capitali possono inoltre essere anticipati dagli istituti finanziari europei attraverso l'accesso alla microfinanza, che può fornire un incoraggiamento per gli imprenditori, ivi comprese le imprenditrici.

A livello multilaterale, l'iniziativa relativa agli aiuti al commercio promossa dall'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) è finalizzata ad aiutare i paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati, a sviluppare capacità sul lato dell'offerta e l'infrastruttura relativa al commercio che devono attuare, nonché a trarre beneficio dagli accordi dell'OMC (e, a livello più generale, espandere il loro commercio). Tale iniziativa è una componente chiave nelle relazioni commerciali con l'Africa, in particolare all'indomani della crisi della COVID-19. Il Gruppo PPE ribadisce pertanto il suo sostegno in relazione alle misure di aiuto al commercio promosse dall'OMC tra l'UE e i paesi africani. Inoltre, il Gruppo PPE pone l'accento sulla riforma e sulla modernizzazione dell'Organizzazione mondiale del commercio, nonché del corpus normativo della stessa quale settore rilevante per una cooperazione tra l'UE e l'Unione africana e si aspetta che la direttrice dell'OMC sostenuta dall'UE, Ngozi Okonjo-Iweala, consegua risultati a tale proposito.

Sostegno della parità di accesso a un'istruzione di qualità

Come precedentemente illustrato, la popolazione dell'Africa raddoppierà entro il 2050 e la maggior parte della popolazione attuale ha meno di 25 anni. I giovani sono pertanto estremamente preziosi per l'Africa ai fini della promozione dello sviluppo economico. L'istruzione è lo strumento adatto per consentire al continente di utilizzare tale risorsa. Ogni persona, se posta di fronte alle giuste opportunità, può influire sul progresso, sullo sviluppo sostenibile e sulla crescita. È questo il motivo per cui il Gruppo PPE ritiene che l'accesso a un'istruzione di qualità per tutti debba essere garantito a prescindere dal genere, dallo status socio-economico, dal contesto culturale e dalla religione. L'istruzione, ivi compresa la formazione professionale, rappresenta una questione orizzontale e olistica che riguarda tutte le dimensioni degli OSS ed è essenziale per realizzare l'Agenda 2030 nonché per promuovere lo sviluppo economico africano e attrarre gli investimenti esteri. L'accesso a un lavoro dignitoso può essere conseguito se la forza lavoro in Africa disporrà delle conoscenze e delle competenze necessarie per un mercato del lavoro in rapida evoluzione.

Sebbene la pandemia di COVID-19 abbia peggiorato la situazione dell'istruzione a livello globale, ha avuto un effetto particolarmente negativo sull'istruzione in Africa in quanto, secondo recenti stime dell'UNICEF, il 40 % di tutti i minori in età scolare dell'Africa orientale e meridionale non possono andare a scuola a causa delle chiusure indotte dalla COVID-19. Desta preoccupazione la dichiarazione della Banca mondiale secondo cui l'effetto della COVID-19 sull'istruzione potrebbe farsi sentire ancora per decenni. Nonostante il livello di investimenti dei governi africani nell'istruzione sia stato pari al 5 % del PIL nel 2020, vale a dire il secondo maggiore tasso percentuale tra tutte le regioni, l'istruzione ha comunque arrancato. Sussistono in particolare preoccupazioni riguardo alla possibilità per le ragazze e le giovani donne di accedere e partecipare agli studi come pure di completarli, il che mette in luce un'evidente disparità di genere nei risultati scolastici in Africa. Per far fronte a tali sfide, il Gruppo PPE ritiene che siano necessari provvedimenti concreti nel campo dell'istruzione quali, ad esempio, la definizione di parametri di riferimento e indicatori al fine di ridurre l'analfabetismo e migliorare la qualità dell'istruzione, nonché la promozione e il miglioramento dell'uguaglianza di genere nell'istruzione in Africa. Il Gruppo PPE si aspetta che la Commissione europea consegua un cambiamento sostanziale nel campo dell'accesso a un'istruzione di qualità in Africa. A tale scopo, è necessario che l'UE collabori non solo con i governi ma anche con altre organizzazioni locali, ivi comprese le chiese e le organizzazioni di carattere religioso che provvedono all'istruzione. Sono inoltre necessari investimenti significativi per le infrastrutture, l'elettrificazione e la digitalizzazione ai fini dell'integrazione di tutti i minori e i giovani negli istituti scolastici.

Il Gruppo PPE ritiene che la mancanza di una regolamentazione coerente a livello nazionale costituisca un ostacolo a un'istruzione di qualità e che siano pertanto necessari maggiori sforzi per fornire assistenza tecnica ai nostri partner. Sottolineiamo al contempo l'importanza delle borse di studio e degli scambi accademici tra i giovani in Africa e nell'UE attraverso i programmi Erasmus+ e Erasmus per giovani imprenditori in relazione alla formazione degli insegnanti al fine di rafforzare le strutture dell'istruzione. È altresì importante creare legami più forti tra l'istruzione, lo sviluppo delle competenze e l'occupazione al fine di consentire la piena partecipazione dei giovani nel mercato del lavoro. Il Gruppo PPE sostiene e desidera sviluppare ulteriormente la formazione professionale in Africa. Per garantire che tali sforzi nell'istruzione e nella formazione professionale corrispondano a possibilità lavorative, intendiamo incoraggiare ulteriormente gli investimenti delle società europee al fine di generare la domanda di manodopera necessaria. Per favorire l'integrazione degli studenti nel mercato del lavoro in rapida evoluzione, è necessario che le competenze digitali siano insegnate a scuola. Gli adulti dovrebbero al contempo avere la possibilità di acquisire nuove competenze. Il Gruppo PPE pone pertanto l'accento sul concetto di apprendimento lungo tutto l'arco della vita.

Mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento ad essi e risposta alle sfide ambientali

L'Africa è una delle regioni che risentono maggiormente delle conseguenze dei cambiamenti climatici e, al tempo stesso, è la meno responsabile per il riscaldamento globale. Le calamità naturali hanno ripercussioni negative sulla vita, sui mezzi di sostentamento, sulle abitazioni e sugli ecosistemi come pure sull'economia. Gli effetti dei cambiamenti climatici avranno inoltre ripercussioni sulla pace e sulla sicurezza, nonché sulla migrazione.

Il Gruppo PPE ritiene che aiutare i paesi africani ad adattarsi, come pure a stabilire misure per fare fronte alle crisi e contrastare i cambiamenti climatici, non costituisca solo un obbligo nel quadro dell'accordo di Parigi e di altri accordi internazionali, ma anche un dovere morale. Tali interventi dovrebbero comprendere ad esempio il sostegno alle soluzioni locali e basate sulla natura come le iniziative relative al progetto sulla "grande muraglia verde", la protezione della biodiversità e delle foreste di rilevanza sistemica (come con l'iniziativa riguardante il bacino del Congo, volta a far sì che i prodotti non contribuiscano alla deforestazione e con l'introduzione di un'agricoltura resiliente al clima).

L'accesso all'energia e la futura domanda energetica costituiscono questioni fondamentali a cui l'UE e l'Africa dovrebbero far fronte insieme. Sussistono enormi potenzialità in termini di cooperazione tecnologica, progetti riguardanti l'energia rinnovabile e l'esportazione di energia pulita sotto forma di idrogeno. L'assistenza tecnica riguardante la legislazione sul mercato dell'energia è spesso necessaria e dovrebbe essere fornita attraverso la cooperazione tra l'UE e l'Africa, nonché con lo sviluppo di norme comuni. Il Gruppo PPE sottolinea che la cooperazione relativa all'energia sostenibile dovrebbe costituire una delle caratteristiche principali dell'"iniziativa Global Gateway" in relazione all'Africa.

Il Gruppo PPE è convinto che l'UE debba cooperare ulteriormente con i paesi africani, le organizzazioni regionali e l'Unione africana per incoraggiare gli investimenti in iniziative e infrastrutture rispettose del clima, nell'agricoltura sostenibile, nella gestione dei rifiuti e in progetti riguardanti l'economia circolare. Il partenariato tra l'UE e l'Africa dovrebbe porre un'attenzione particolare sulla gestione sostenibile degli ecosistemi e delle risorse naturali, in particolare con il rafforzamento del quadro giuridico e la promozione di un'agricoltura innovativa, resiliente al clima e intelligente sotto il profilo climatico, nonché catene del valore globali sostenibili garantendo al contempo condizioni di parità per le imprese (in particolare le piccole e medie imprese, PMI) in linea con i valori fondamentali del Gruppo PPE.

Inoltre, a causa dei cambiamenti climatici, l'acqua rischia di divenire una risorsa limitata. Il Gruppo PPE invita pertanto ad attribuire maggiore importanza alla diplomazia nel settore dell'acqua. L'UE e l'Africa dovrebbero sviluppare insieme soluzioni sostenibili per la gestione dell'acqua, ad esempio i bacini idrici e il trattamento delle acque reflue. Nel complesso, la diplomazia climatica deve essere più efficace al fine di promuovere i legami tra politica climatica nazionale, estera e internazionale. A tale proposito, ribadiamo la nostra richiesta di istituire la figura di rappresentante dell'UE per il clima a livello governativo. In Africa, infine, le iniziative per la protezione ambientale e climatica devono essere in linea con gli obiettivi congiunti concordati a livello internazionale, utilizzando strumenti adeguati quale il sistema per lo scambio di quote di emissioni.

Rafforzamento dei sistemi sanitari, preparazione nei confronti delle pandemie e produzione locale di vaccini

La pandemia globale di COVID-19 non sta mostrando segni di cedimento e sono necessari sforzi continui per aumentare i tassi di vaccinazione e attenuare le conseguenze della pandemia. Gli sforzi dell'UE per contrastare la malattia hanno portato a risultati tangibili, ma la lotta non si ferma alle nostre frontiere. In qualità di continente emergente e in via di sviluppo, l'Africa svolgerà un ruolo fondamentale nel futuro della lotta globale contro le pandemie e le sfide in materia di sanità pubblica. L'UE, nel quadro di Team Europa, ha mostrato una solidarietà internazionale senza precedenti durante la pandemia di COVID-19, con oltre 300 milioni di dosi condivise in tutto il mondo entro la fine del 2021. Il Gruppo PPE plaude al fatto che l'UE e i suoi Stati membri abbiano mobilitato 8 miliardi di EUR per aiutare l'Africa ad affrontare l'impatto negativo della pandemia di COVID-19, abbiano avviato un'iniziativa a sostegno della ripresa dell'Africa, vale a dire offrendo competenze tecniche e finanziarie con particolare riguardo ai giovani imprenditori e alle piccole imprese e si siano fortemente impegnati nella cooperazione per promuovere la produzione africana di prodotti medici essenziali, la produzione locale di vaccini e la resilienza dei sistemi sanitari. Continuiamo tuttavia a ritenere che siano necessari ulteriori sforzi per agevolare un accesso semplice e a prezzi contenuti ai vaccini come pure all'assistenza sanitaria in Africa. Tali sforzi devono comprendere il sostegno attivo di un ambiente che consenta la creazione di capacità per la produzione locale di vaccini, il rafforzamento della preparazione, la formazione dei professionisti sanitari locali e l'aumento delle capacità di risposta (nonché l'accesso alle forniture e attrezzature mediche ai paesi con sistemi sanitari fragili). Riteniamo altresì che le chiese e le comunità religiose debbano essere sostenute in quanto possono svolgere un ruolo chiave nella cooperazione con le comunità locali durante la pandemia. Per superare la pandemia globale, dobbiamo assicurarci che i nostri partner africani sviluppino capacità per superare la malattia.

Trasformazione dell'agricoltura per garantire la sicurezza alimentare

Secondo il Gruppo PPE, un obiettivo comune sia per l'UE che per l'Africa dovrebbe consistere nella trasformazione del nostro modo di produrre, distribuire e consumare. Ciò è particolarmente evidente in relazione ai prodotti alimentari. L'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 2, vale a dire "Fame zero" entro il 2030, è lungi dall'essere conseguito, in quanto la fame è in costante aumento dal 2014. Oltre a ciò, i tassi di malnutrizione sono molto preoccupanti. Entrambi gli aspetti sono stati tra l'altro aggravati dalla pandemia di COVID-19. In Africa due persone su dieci soffrono di denutrizione. Tale sfida non farà altro che aggravarsi a causa della crescita demografica e, secondo varie previsioni, la popolazione dell'Africa raddoppierà raggiungendo quota 2,5 miliardi di persone (il 20 % della popolazione mondiale) entro il 2050. Il Gruppo PPE ritiene fondamentale che l'UE e l'Africa affrontino insieme tale sfida. La cooperazione tra l'UE e i suoi partner africani deve concentrarsi sulla questione centrale dell'approvvigionamento alimentare, ad esempio, con investimenti mirati in una rivoluzione riguardante l'agricoltura sostenibile che fornisca agli agricoltori africani i mezzi per rendere l'agricoltura resistente alle sfide legate al clima, migliorando al contempo la produttività e aumentando il reddito dei piccoli agricoltori, che costituiscono la colonna portante dell'agricoltura africana. Alla luce di tale contesto, sottolineiamo altresì le notevoli potenzialità della microfinanza e dei partenariati pubblico-privato per l'ulteriore emancipazione degli agricoltori locali. Un'altra sfida in materia di sicurezza alimentare consiste nella mancanza di reti di trasporto adeguate. A causa di ciò, spesso gli agricoltori non possono consegnare i prodotti agricoli oltre determinate distanze. Il Gruppo PPE incoraggia pertanto un maggiore impegno dell'UE volto ad agevolare l'accesso al mercato per gli agricoltori. Il commercio nel rispetto di condizioni eque costituisce la base per le importazioni ed esportazioni europee, anche nel caso dei prodotti alimentari e di altri prodotti agricoli. Dobbiamo al contempo garantire che le esportazioni agricole non siano in contraddizione con l'obiettivo di creare un settore alimentare più resiliente in Africa.

Inoltre, per ridurre in modo significativo l'attuale dipendenza dell'Africa dalle importazioni di prodotti alimentari, sementi, fertilizzanti e pesticidi, l'UE può contribuire con il sostegno tecnico e finanziario, il dialogo strategico, lo scambio di conoscenze e le nuove tecnologie, nonché promuovendo le innovazioni africane. Ad esempio, gli sforzi dovrebbero concentrarsi sull'accesso all'acqua, che costituisce la base dell'agricoltura e della sicurezza alimentare. In particolare, siamo a favore della costruzione di sistemi di irrigazione e di banche di sementi per la tutela della diversità genetica. Si tratta di interventi essenziali di fondamentale importanza per sviluppare ulteriormente il settore agricolo africano, che rappresenta una delle fonti di occupazione più rilevanti nel continente e offre opportunità per le persone nelle comunità locali, in particolare le donne. Di conseguenza, con la tecnologia e le conoscenze necessarie di cui disponiamo, il Gruppo PPE invita l'Europa e l'Africa a mostrare la volontà politica di porre fine alla fame nel continente Africano.

Garanzia dell'efficacia dello sviluppo e dell'efficienza degli aiuti

Il Gruppo PPE è convinto che l'UE abbia giustamente optato per un cambio di approccio nei confronti dell'Africa, a partire dall'abbandono di una logica basata sulle donazioni in favore di un partenariato in condizioni di parità, nel quale entrambe le parti perseguono i propri interessi ma individuano settori comuni di cooperazione in cui collaborare. La necessità di individuare settori comuni di cooperazione è particolarmente importante nella cooperazione allo sviluppo, al fine di garantire l'efficacia dello sviluppo e l'efficienza degli aiuti. Purtroppo la cooperazione allo sviluppo dell'UE con l'Africa non è ancora né abbastanza in linea con le esigenze locali e gli sforzi compiuti dagli stessi paesi partner, né abbastanza coordinata con gli sforzi degli altri partner. Oltre a ciò, abbiamo notato che la cooperazione allo sviluppo deve essere conseguita meglio attraverso i sistemi e le istituzioni dei partner dell'UE, nonché gli attori locali e la società civile, ad esempio, le organizzazioni non governative, le chiese e le organizzazioni di carattere religioso, garantendo la titolarità democratica dei paesi e l'inclusione di tutte le parti interessate. Siamo pertanto fortemente a favore dell'"approccio Team Europa", il cui obiettivo consiste nel combinare le risorse dell'UE, dei suoi Stati membri e degli istituti finanziari e che deve diventare la prassi generale. Da un lato, un approccio flessibile in favore di una cooperazione allo sviluppo che fa spazio a metodi e strumenti di tale cooperazione innovativi può contribuire a massimizzare i risultati e l'efficienza dello sviluppo. Dall'altro lato, i governi africani devono ottemperare alle loro responsabilità e creare un contesto in cui la cooperazione allo sviluppo possa avere un effetto reale.

Di conseguenza, per ricostruire meglio a seguito della pandemia di COVID-19 e affrontare le sfide principali nell'Africa post-COVID, l'UE dovrebbe utilizzare la propria valida gamma di strumenti e le sue modalità di aiuto secondo criteri coordinati per consentire la condivisione dei compiti ed evitare la frammentazione degli aiuti, come pure individuare le priorità in merito alle quali può efficacemente generare il maggiore impatto in termini di valore aggiunto. L'UE dovrebbe prendere in considerazione nuove possibili strade per conseguire una migliore efficienza degli aiuti, ad esempio, rendendo gli aiuti allo sviluppo subordinati alla cooperazione con l'UE riguardo a questioni quali i diritti umani, la democrazia, la buona governance, la lotta contro la tratta di esseri umani, il commercio illecito di armi e la gestione della migrazione come pure aumentando la programmazione congiunta della cooperazione allo sviluppo tra gli Stati membri dell'UE. Il Gruppo PPE esorta un riesame periodico con i nostri paesi partner degli obiettivi di sviluppo stabiliti di comune accordo al fine di ovviare alle carenze. Siamo altresì favorevoli alla conclusione della cooperazione qualora gli obiettivi convenuti siano disattesi per un periodo di tempo maggiore. A tal riguardo, il Gruppo PPE sottolinea che i valori citati dei diritti umani, della democrazia e della buona governance apportano vantaggi reciproci. L'UE dovrebbe inoltre ricorrere alle competenze degli attori africani e dell'UE più piccoli, quali la società civile, le organizzazioni non governative e le PMI, nell'ambito dell'agenda UE-Africa. La diversificazione dei partenariati tra gli attori tradizionali consolidati e i nuovi attori qualificati con valide competenze di nicchia influirebbe positivamente sull'efficienza della cooperazione allo sviluppo e sulla titolarità dell'agenda tra gli Stati membri dell'UE e i paesi africani.

Promozione dello sviluppo istituzionale e della buona governance

La governance debole, le strutture statali fragili, la mancanza di accesso ai servizi pubblici e le gravi carenze in relazione alla democrazia e allo Stato di diritto (segnatamente la corruzione) costituiscono seri problemi in alcuni paesi africani che ostacolano lo sviluppo sostenibile. Tali carenze influiscono sulla scarsità e sull'inefficienza dei servizi pubblici di base quali, ad esempio, l'istruzione, la sanità, l'amministrazione pubblica, la giustizia e la sicurezza. L'UE deve pertanto contribuire al rafforzamento delle istituzioni e della governance nonché alla lotta contro la corruzione e i flussi finanziari illeciti negli Stati africani. Con la promozione dello sviluppo istituzionale, i cittadini africani avranno accesso a servizi pubblici di migliore qualità.

Il Gruppo PPE ritiene che non si tratti di una questione relativa all'esportazione o all'imposizione di istituzioni quanto piuttosto all'offerta di contribuiti per il corretto funzionamento delle amministrazioni pubbliche già esistenti. È importante garantire che le strutture statali siano presenti in tutto il territorio degli Stati africani, segnatamente le regioni più periferiche in cui i cittadini possono sentirsi maggiormente abbandonati. Lo sviluppo delle istituzioni e il conseguente accesso dei cittadini ai servizi pubblici non favorirà solo un maggiore rispetto dei diritti umani ma aumenterà anche la fiducia dei cittadini nello Stato. Tale fiducia è fondamentale per la riscossione delle entrate pubbliche.

Facilitazione di una sicurezza e una pace durature

È di fondamentale importanza per entrambi i nostri continenti conseguire e mantenere in Africa una pace e una sicurezza durature. La pace e la sicurezza non sono solo essenziali per conseguire uno sviluppo sostenibile di lungo periodo in Africa, che consenta la creazione di posti di lavoro su larga scala, gli investimenti e il commercio intra-africano e transregionale, garantisca la sicurezza alimentare e assicuri l'istruzione, ma anche per garantire la sicurezza dell'Europa e prevenire la migrazione irregolare. Il Gruppo PPE rileva vari ostacoli alla pace e alla sicurezza sul continente africano quali, in particolare, la situazione nella regione dei Grandi laghi nonché il conflitto in corso nel Tigray (Etiopia) e nella provincia settentrionale del Mozambico di Cabo Delgado.

La regione del Sahel, che si estende dalla Mauritania al Sudan e ospita 150 milioni di persone, riveste particolare importanza in relazione alla pace e alla sicurezza e svolge un ruolo importante da un punto di vista strategico e della sicurezza come pure in termini di gestione delle frontiere dell'UE in quanto costituisce una zona di transito rilevante verso le frontiere esterne dell'UE. La crescente fragilità degli Stati in tale regione, dimostrata dai golpe in Mali, Sudan e Burkina Faso, rappresenta una minaccia particolare per la stabilità. Inoltre, le crescenti attività dei gruppi armati affiliati al cosiddetto Stato islamico nella regione del Sahel, come pure in tutto il continente africano, e il loro obiettivo di creare un nuovo, cosiddetto, califfato nelle aree in cui la sovranità degli Stati non è esercitata o è precaria, come è attualmente il caso per il bacino del lago Ciad, minacciano la sicurezza sia europea che africana. Tuttavia, sfortunatamente, nonostante gli sforzi considerevoli dell'UE e dei suoi Stati membri per garantire la stabilità, la situazione sotto il profilo della sicurezza sta peggiorando e la regione, già segnata dalla povertà endemica, dalla disuguaglianza nonché dall'esclusione politica e sociale, continua a risentire della situazione in peggioramento. Oltre alla regione del Sahel, altre aree di importanza strategica per l'UE sono il Corno d'Africa e il Golfo di Guinea, in cui negli ultimi anni si è registrato un aumento della pirateria. In tale contesto, il Gruppo PPE mette in evidenza ed esprime il suo forte sostegno per il rappresentante speciale dell'UE per il Sahel e il rappresentante speciale dell'UE per il Corno d'Africa riguardo alla promozione della pace e della sicurezza (nonché della stabilità e dello sviluppo in Africa).

Il Gruppo PPE ritiene inoltre che il terrorismo islamico continui a costituire un'ardua sfida per la sicurezza nonché in relazione alla persecuzione dei cristiani e di altri gruppi religiosi nel continente. Inoltre, la radicalizzazione, che riguarda soprattutto i giovani, dovrebbe essere contrastata migliorando la governance e garantendo l'accesso all'istruzione. Prendiamo altresì nota del fatto che la concorrenza per le risorse limitate è in aumento, il che è aggravato dai cambiamenti climatici. Tale situazione potrebbe intensificare i conflitti interetnici nonché aumentare i conflitti militari per le risorse quali l'acqua o i terreni e ciò potrebbe destabilizzare ulteriormente i paesi interessati. Inoltre, le transizioni militari illecite, la criminalità organizzata di transizione, la cattiva governance, i conflitti etnici e gli abusi dei diritti umani costituiscono una minaccia per gli Stati fragili e in via di sviluppo, che faticano a fornire la sicurezza necessaria ai loro cittadini. È pertanto importante creare e rafforzare le strutture democratiche in Africa.

L'assistenza internazionale ed europea è fondamentale per consentire ai paesi africani di garantire la loro stessa sicurezza. Nel quadro della sua politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), l'UE partecipa attualmente a 11 operazioni militari e missioni civili in Africa. Sono tuttavia necessari altri interventi per sviluppare ulteriormente l'architettura africana di pace e sicurezza (African Peace and Security Architecture, APSA). Sebbene l'UE con la sua PSDC contribuisca già in modo considerevole alla prevenzione dei conflitti e alla costruzione della pace in tutto il continente africano, i paesi africani sono anch'essi chiamati a creare le condizioni necessarie per garantire il successo degli sforzi congiunti. In particolare, per quanto riguarda l'APSA, sono importanti il rafforzamento delle capacità nei settori della prevenzione dei conflitti, della trasformazione dei conflitti e della costruzione della pace come pure la promozione delle capacità delle comunità economiche regionali e i loro meccanismi regionali in tali settori. Alla luce di ciò, accogliamo con estremo favore i continui sforzi della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (Economic Community of West African States, ECOWAS) volti a proteggere e difendere la democrazia e la stabilità. Poniamo inoltre l'accento sulla necessità di un pieno coinvolgimento delle parti interessate nella risoluzione dei conflitti affinché la pace sia sostenibile. A tale proposito, il Gruppo PPE ribadisce il suo sostegno per le risoluzioni n. 1325 e 2250 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (United Nations Security Council, UNSC) nonché il pieno coinvolgimento sia delle donne che dei giovani nei processi di pace sul continente africano. Inoltre, le chiese e i leader religiosi svolgono un ruolo fondamentale specialmente nella mediazione dei conflitti, nella costruzione della pace e nella riconciliazione, in particolare agevolando il dialogo interreligioso.

Le riforme nel settore della sicurezza dovrebbero porre un'enfasi particolare sulla lotta contro la corruzione in seno alle forze armate nonché garantire che rispettino il diritto internazionale umanitario. Il Gruppo PPE incoraggia altresì l'Unione africana a migliorare la coerenza del suo Comitato politico e di sicurezza con le linee guida del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite al fine di offrire ai paesi africani una presenza più incisiva nell'UNSC. Il Gruppo PPE continua ad adoperarsi in favore di un forte impegno europeo nella sicurezza africana sulla base di un approccio integrato e adeguatamente coordinato nonché guidato dal principio secondo cui si prevede di consentire all'Africa di assumersi la responsabilità della propria sicurezza. Il Gruppo PPE ritiene di conseguenza necessario valutare regolarmente le missioni e operazioni della PSDC in relazione ai loro rispettivi obiettivi e al loro contributo per l'approccio integrato globale dell'UE. Incoraggiamo inoltre l'impiego dello strumento europeo per la pace (European Peace Facility, EPF), che riguarda le spese di natura militare e in materia di difesa attraverso i bilanci nazionali degli Stati membri per sostenere le operazioni militari di sostegno alla pace nelle regioni e nei paesi partner africani, garantendo al contempo i diritti umani. La gestione dei conflitti e della fragilità sono fondamentali per adempiere agli impegni relativi all'Agenda 2030 e garantire che nessuno sia lasciato indietro. Siamo pertanto a favore di un approccio maggiormente integrato tra l'assistenza umanitaria, la cooperazione allo sviluppo e la costruzione della pace attraverso lo sviluppo di un quadro strategico di ampia portata (un "triplo nesso").

Inoltre, per quanto riguarda la sicurezza, l'incolumità e la sicurezza personale sono tanto fondamentali quanto lo sono la sicurezza dei continenti e delle nazioni. Il Gruppo PPE è impegnato a combattere la violenza contro le donne e le ragazze sul continente africano attraverso consessi bilaterali e multilaterali, ivi compresa l'iniziativa Spotlight tra l'UE e le Nazioni Unite. È fondamentale la spinta volta a contrastare la violenza sessuale e di genere, ivi compresi i traffici illeciti, la mutilazione genitale femminile nonché i matrimoni forzati, precoci e infantili.

Gestione della concorrenza geopolitica sul continente africano

Il Gruppo PPE prende atto della crescente concorrenza geopolitica e la presenza in aumento di altri attori in Africa, in modo particolare la Cina e la Russia, ma ritiene che la loro presenza militare ed economica e le loro attività senza alcun "vincolo normativo", sotto molti punti di vista, non costituiscano un contributo efficace ai fini di uno sviluppo sociale ed economico sostenibile di lungo periodo. Il Gruppo PPE ritiene che qualsiasi dipendenza tecnica, finanziaria ed economica unilaterale non incentrata sullo Stato di diritto e sulla lotta contro la corruzione rappresenti un approccio controproduttivo per il miglioramento delle condizioni di vita generali dei cittadini africani. La Cina sfrutta inoltre la propria influenza e la dipendenza degli Stati africani per promuovere la propria agenda politica assicurandosi il sostegno africano per le sue politiche nei confronti dei suoi vicini a livello delle Nazioni Unite. Tale tendenza è divenuta di fatto più evidente durante la pandemia di COVID-19, in occasione della quale i paesi hanno fatto ricorso a forniture mediche della Cina e a prestiti erogati in breve tempo da quest'ultima per attenuare le conseguenze socio-economiche.

Oltre alla Cina, anche la Russia è sempre più impegnata nel continente, in particolare nel campo della difesa e della sicurezza, ivi compreso il commercio di armi. Ciò è emerso chiaramente con il primo vertice Russia-Africa svoltosi nell'ottobre 2019, a seguito del quale il Presidente russo Vladimir Putin ha concluso accordi di cooperazione tecnica militare con oltre 30 Stati africani nonché con la recente conclusione di accordi di cooperazione militare con la Nigeria e l'Etiopia. La Russia fa inoltre ricorso ad attori privati e clandestini, il cosiddetto "gruppo Wagner", in Africa per promuovere i propri obiettivi geopolitici pur in mancanza di un'agenda positiva per il continente africano. La cooperazione militare dei governi africani con la Russia è incompatibile con una contemporanea cooperazione di difesa e sicurezza con l'UE in quanto minaccia di aggravare l'instabilità e minare gli sforzi europei riguardanti la sicurezza in Africa. Riteniamo pertanto fondamentale monitorare attentamente tali attività e rivalutare la cooperazione dell'UE con i rispettivi paesi. Tale crescente presenza di attori esterni principalmente finalizzata a obiettivi geopolitici ed economici richiede inoltre una contro-strategia dell'UE per tutelare i risultati degli sforzi europei in Africa, difendere i suoi interessi e aumentare la sua visibilità.

Secondo il Gruppo PPE, tale strategia metterebbe in evidenza in misura ben più rilevante la cooperazione della società civile africana e dei loro partner europei attraverso una descrizione dei fatti che illustri chiaramente i risultati e i benefici duraturi di una cooperazione stretta con gli attori europei. L'UE deve coordinarsi con i paesi veramente interessati a uno sviluppo prospero e positivo di lungo periodo del continente africano sulla base del pieno rispetto dei diritti umani, della libertà dei media e dell'assunzione di responsabilità, di una governance trasparente e reattiva nonché della lotta contro la corruzione, vale a dire elementi chiave per garantire un contesto economico, sociale e politico stabile e inclusivo in Africa. L'Unione europea deve offrire alternative sostenibili ai paesi che sono suoi partner come illustrato, ad esempio, nella strategia "Global Gateway", che punta a incoraggiare gli investimenti nelle infrastrutture e ridurre la dipendenza dall'estero. L'UE deve inoltre rafforzare la sua visibilità e il suo profilo politico.

Gestione delle cause alla base del fenomeno della migrazione

La migrazione dall'Africa costituisce una sfida e un'opportunità per l'Europa. Le tendenze di fondo relative allo sviluppo economico, ai cambiamenti demografici, alla globalizzazione, ai trasporti e alla comunicazione nonché all'instabilità politica indicano che gli africani continueranno a tentare di accedere all'UE in qualsiasi modo possibile per cercare rifugio, in cerca di una vita migliore, vale a dire la migrazione economica, o per riunirsi alle loro famiglie. Ciononostante, la migrazione degli africani avviene in gran parte all'interno del continente. Per evitare innanzitutto che gli africani siano obbligati a lasciare le loro abitazioni, il Gruppo PPE ritiene necessario che l'UE e l'Africa facciano fronte congiuntamente alle cause di fondo della migrazione. Se le sfide di cui sopra (riguardanti il commercio, gli investimenti e la creazione di posti di lavoro, l'accesso a un'istruzione di qualità, l'adattamento ai cambiamenti climatici e le sfide ambientali, il rafforzamento dei sistemi sanitari, la trasformazione agricola, l'efficacia dello sviluppo e l'efficienza degli aiuti, lo sviluppo istituzionale e la buona governance, la pace e la sicurezza, la concorrenza geopolitica nel continente africano) sono affrontate correttamente, la migrazione africana verso l'Europa può essere frenata in modo significativo. Entrambi i continenti dovrebbero rafforzare la loro cooperazione sulla base del rispetto per i diritti umani e il diritto internazionale, i principi di cooperazione, solidarietà e responsabilità condivisa. In termini di azione concreta, l'UE dovrebbe pertanto cooperare a stretto contatto con le autorità africane per contrastare le cause di fondo della migrazione, conseguire una politica efficace in materia di migrazione legale, tenere in considerazione la politica migratoria nello sviluppo della cooperazione allo sviluppo dell'UE, promuovere la cooperazione nella gestione delle frontiere, lottare contro i trafficanti e i passatori coinvolti nella migrazione illegale nonché concludere accordi di rimpatrio e riammissione tra l'UE e l'Africa (eventualmente anche con accordi informali).

Realizzazione delle priorità strategiche e conseguimento di risultati tangibili

La stabilità e la sicurezza africane sono fondamentali per l'Unione europea. Abbiamo bisogno di un nuovo approccio per sviluppare ulteriormente un multilateralismo democratico al fine di far fronte alle sfide comuni e cooperare a stretto contatto con i paesi africani, che sono attori e partner internazionali importanti. Nella presente relazione sono stati individuati dieci settori che presentano sfide e opportunità per l'UE e l'Africa e vi sono evidenziati gli interventi prioritari per cogliere tali opportunità e affrontare le sfide comuni. Per garantire che l'UE e l'Africa realizzino le priorità strategiche sopradescritte e conseguano risultati tangibili, il Gruppo PPE ritiene che sia l'UE che l'Africa debbano rispettare determinati prerequisiti. Innanzitutto l'UE e l'Africa devono impegnarsi pienamente in favore di un partenariato strategico che dovrebbe spianare la strada verso un partenariato tra soggetti posti veramente sullo stesso piano, in cui entrambe le parti vanno sempre più oltre il rapporto donatore-beneficiario, basando la loro relazione sui principi guida della reciprocità, del reciproco vantaggio, della responsabilità condivisa e della solidarietà. In secondo luogo, le istituzioni dell'UE e gli Stati membri devono agire in modo più coerente e unificato nei loro rapporti con il continente africano, lavorando insieme in stretta cooperazione sulle priorità comuni. Infine, in terzo luogo, l'UE e l'Africa devono sforzarsi di coordinarsi meglio sugli interessi convergenti e individuare in modo congiunto obiettivi concreti di lungo periodo, strutturare la cooperazione e aumentare la frequenza del dialogo a tutti i livelli di governo, anche approfondendo la dimensione parlamentare della cooperazione. Il Gruppo PPE è convinto che una combinazione di tale approccio e delle priorità strategiche sopradescritte consentirà all'UE e all'Africa una migliore ricostruzione a seguito della pandemia di COVID-19 nonché il conseguimento di risultati tangibili a vantaggio di entrambi i continenti e dei loro popoli.

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