L'Europa deve prendere coscienza del deficit commerciale con la Cina

L'Europa deve prendere coscienza del deficit commerciale con la Cina

21.10.2026 20:14

L'Europa deve prendere coscienza del deficit commerciale con la Cina

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La bandiera nazionale cinese è visibile sulla struttura di una nave, davanti a pile di container

Il deficit commerciale dell’UE con la Cina, pari a 360 miliardi di euro, sottolinea la necessità di una risposta europea più decisa alle pratiche commerciali sleali, afferma il Gruppo PPE in un documento programmatico adottato oggi. Il Gruppo chiede un’azione dell’UE più incisiva e rapida per contrastare le pratiche commerciali sleali, proteggere le imprese europee e ridurre le dipendenze strategiche.

Il Gruppo PPE ha avanzato numerose proposte, tra cui una notevole riduzione della durata delle indagini commerciali – che attualmente possono protrarsi fino a 18 mesi – e il rafforzamento dei controlli doganali per impedire alle aziende di eludere le misure esistenti. Chiede inoltre un controllo più attento dei settori vitali per la sicurezza economica dell’Europa, tra cui le tecnologie avanzate e le infrastrutture critiche, oltre a un maggiore coordinamento tra gli Stati membri in materia di controlli sulle esportazioni e di screening degli investimenti esteri. Insiste inoltre sulla necessità di garantire un migliore accesso al mercato cinese per le imprese europee e strumenti commerciali dell’UE più efficaci.

«Un deficit commerciale di quasi 1 miliardo di euro al giorno dovrebbe essere un campanello d’allarme. La posizione del Gruppo PPE non è quella di un confronto commerciale, ma di un dialogo orientato ai risultati. Tuttavia, qualora gli sforzi diplomatici dovessero fallire, l’Unione europea nel suo complesso dovrebbe essere pronta a rispondere efficacemente alle pratiche commerciali sleali rivolte al mercato dell’UE», ha affermato Juan Ignacio Zoido, eurodeputato e autore del documento di posizione.

Per rafforzare la sicurezza economica dell’Europa, il Gruppo PPE esorta l’UE a diversificare i propri partner commerciali e fornitori, promuovendo la ratifica degli accordi di libero scambio, portando a termine i negoziati in corso e riducendo la dipendenza dalle materie prime critiche attraverso la cooperazione con partner affidabili in tutto il mondo.

Il documento chiede di intervenire contro l’elusione delle misure di difesa commerciale dell’UE attraverso il trasbordo, il reindirizzamento delle rotte e la scarsa tracciabilità. Esorta inoltre a una risposta coordinata alla coercizione economica, che combini il sostegno reciproco e le contromisure congiunte tra gli Stati membri.

«La Cina rimane un importante partner commerciale, ma l’UE deve essere pronta ad agire quando pratiche sleali mettono le imprese europee in una posizione di svantaggio. L’Europa non può permettersi di dipendere eccessivamente da un unico fornitore per le tecnologie strategiche e i materiali critici. Dobbiamo diversificare le nostre catene di approvvigionamento e aprire nuovi mercati per gli esportatori europei», ha affermato Jörgen Warborn, eurodeputato e portavoce del Gruppo PPE per il commercio internazionale.

La versione completa del documento di posizione sarà presto disponibile. 

Nota agli editori

Il Gruppo PPE è il più grande gruppo politico al Parlamento Europeo con 185 deputati provenienti da tutti gli Stati membri

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