LE OPINIONI ESPRESSE QUI SONO QUELLE DELLA DELEGAZIONE NAZIONALE, CHE NON RIFLETTONO SEMPRE QUELLE DEL GRUPPO NEL SUO INSIEME

Bruxelles, mercoledì 19 febbraio - «La decisione di tagliare i fondi al Programma spaziale Ue è inaccettabile, evidenzia miopia politica e una grave carenza di visione sul futuro dell’Unione Europea. La sforbiciata alla voce ‘spazio’ nel budget settennale (MFF 2021-2027) proposta dal Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, mina gravemente l'autonomia strategica e la leadership globale UE nel settore, e mette seriamente a rischio programmi chiave come i servizi satellitari per la sicurezza dei confini, il controllo dei flussi migratori e le missioni per il monitoraggio della CO2 in atmosfera che contribuirebbero alla sfida del Green Deal».

«I costi derivati da una mancanza di investimenti nello spazio sono enormi - sottolinea Salini - e costituiscono una contraddizione assurda rispetto alle priorità indicate dalla stessa Commissione UE. La proposta di Michel prevede infatti 14,9 miliardi di euro, pari ad un taglio del 7% rispetto allo stanziamento da 16 miliardi di euro (in prezzi correnti) dell’esecutivo UE e del 12% rispetto alla proposta del Parlamento europeo, che chiede fondi per 16,9 miliardi. I programmi faro, Galileo e Copernicus, subirebbero un duro colpo: quanto a Copernico, con i tagli si corre il rischio di cancellare le nuove missioni per il monitoraggio della CO2, fondamentali per elaborare soluzioni utili alla de-carbonizzazione del pianeta, mentre i servizi satellitari di sicurezza utili al controllo dei confini e dell’immigrazione sarebbero gravemente penalizzati; la continuità dei servizi legati a Galileo, invece, rischia di venire sostanzialmente compromessa». 

«Una riduzione del budget avrebbe inoltre pesanti ripercussioni economiche: ne va del settore industriale europeo e delle capacità di investimento delle nostre imprese nelle applicazioni ‘downstream', legate agli innumerevoli utilizzi delle tecnologie spaziali. Chiedo quindi al Consiglio europeo di non approvare i tagli. Di fronte alla Nasa che stanzia 22,6 miliardi solo nel 2020 e all’ESA - l’Agenzia spaziale europea che fa capo agli Stati membri - che prevede finanziamenti per 11,7 miliardi in tre anni, l’Unione Europea non può permettersi il lusso di ridurre i fondi al Programma spaziale (che resta complementare, e non sostitutivo, rispetto ad ESA) senza compromettere la propria capacità di competere a livello globale». 

NOTA AGLI EDITORI

Il Gruppo PPE è il più grande gruppo politico al Parlamento Europeo con 187 deputati provenienti da tutti gli Stati membri

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