europa sudorientale l europa orientale e il caucaso meridionale

Europa sudorientale, l'Europa orientale e il Caucaso meridionale

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Ukraine
Comunicato stampa
06.06.2018 - 15:33
On Tuesday, the EPP Working Group on Foreign Affairs debated the EU's Macro-Financial Assistance (MFA) for Ukraine ahead of a plenary vote next week. Following that, several key spokespeople on Ukraine from the EPP Group made the statement...
Bridge of Art states, national theater, Skopje, Macedonia
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26.03.2018 - 11:55
“Meetings at Prime Ministerial level are expected to take place to find a lasting solution to the name dispute between Greece and FYROM,” said EPP Group Vice-Chairman Andrey Kovatchev after talks in Skopje with FYROM Prime Minister Zoran...
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15.11.2017 - 12:55
"The summit in Brussels should be forward-looking, injecting new dynamism providing a clear political vision for the future of our Eastern Partnership. Differentiation is key. As our resources are limited, the principle of ‘more for more...
Moldova / EU
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03.10.2017 - 15:27
“We call for the EU financial help for Moldova to be frozen until the impact of the legislative changes in the Moldovan electoral law has been thoroughly assessed and we support that any payments of the macro-financial assistance be suspended...

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Europa Sud-Orientale

A partire dal 2003 i paesi dell'Europa Sud-Orientale hanno iniziato a partecipare al processo di allargamento che offre loro la prospettiva di aderire all'UE.

Elenco dei contatti
Sandra KALNIETE
Vicepresidente del gruppo PPE
 
Staff
 
 

Accogliere i Balcani occidentali

Il Consiglio europeo di Salonicco del giugno 2003 ha affermato che il futuro dei Balcani occidentali è all'interno di un'Europa unita. La Croazia, che è entrata nel 2003, ha rappresentato senza dubbio un successo per l'Unione europea. L'adesione di questo paese dimostra che le porte dell'UE sono aperte a tutti i paesi europei in grado di rispettare i criteri. Ad oggi l'ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, il Montenegro e la Serbia hanno ottenuto lo status di paese candidato, mentre l'UE ha consolidato le relazioni con la Bosnia-Erzegovina, l'Albania e il Kosovo.*

È fondamentale mantenere vivo l'interesse per l'Europa nei paesi che hanno partecipato al Processo di Salonicco.

Il Gruppo PPE sottolinea:

  • la responsabilità dei governi nella regione, che dovrebbero concentrarsi sulla riforma della giustizia, sulla democratizzazione e sullo sviluppo delle infrastrutture;
  • l’importanza della cooperazione regionale;
  • la responsabilità storica dell'UE nei confronti di questi paesi.

Usare i criteri di adesione per garantire istituzioni solide

Finora, oltre a promuovere la stabilità e la prosperità nel continente, il processo di allargamento ha permesso di consolidare i principi comuni di libertà, democrazia e Stato di diritto e un'economia di mercato. Ma se, da un lato, l'allargamento deve contribuire all'approfondimento e alla coesione dell'Unione, dall'altro, l’UE deve esaminare la questione delle proprie frontiere geografiche.

Il Gruppo PPE ritiene che i criteri di Copenaghen dovrebbero essere rigorosamente rispettati. Il processo di adesione dipende dal rendimento individuale dei paesi che vi partecipano, tenuto conto al contempo della capacità di assorbimento dell'UE. Questi fattori garantiranno il consolidamento del progetto europeo mediante istituzioni solide, affidabili e democratiche e faranno sì che il sogno europeo sia accessibile ad altri paesi europei. La strategia di allargamento dovrebbe spingersi ben al di là di una metodologia per lo svolgimento di negoziati.

Il Gruppo PPE è favorevole a un'analisi dettagliata ed efficace delle conseguenze dell'allargamento. Il trattamento di ogni paese candidato deve dipendere dai meriti del paese stesso. A tale proposito l'adesione della Croazia avvenuta il 1° luglio 2013 è stata accolta con favore.

*Tale designazione non pregiudica le posizioni relative allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.

 

 

Partenariato orientale

Il Partenariato Orientale mira ad offrire una prospettiva europea ai paesi limitrofi all'UE, ossia l'Armenia, l'Azerbaigian, la Georgia, la Moldavia, l'Ucraina e la Bielorussia. Tenendo conto della loro volontà di avvicinarsi all'UE, il Partenariato Orientale consente a tali paesi di concludere nuovi accordi di associazione, procedere a una graduale integrazione nell’economia dell'UE e offrire ai cittadini una maggiore mobilità (agevolazioni nella concessione dei visti e accordi di riammissione).

Incoraggiare le riforme politiche e socio-economiche: Euronest

Il Gruppo PPE riconosce che il partenariato orientale rappresenta un'opportunità unica per i paesi vicini e incoraggia tutti i paesi coinvolti a conseguire quanto prima risultati tangibili nei loro processi di riforma politica e socio-economica. Con tale spirito, il Gruppo PPE ha promosso l'istituzione dell'Assemblea Parlamentare Euronest, i cui obiettivi sono: incoraggiare il dialogo, valutare i successi e le sfide del partenariato orientale nonché promuovere la democrazia, la prosperità, la stabilità e la sicurezza nella regione. Inoltre è opportuno concentrare l'attenzione anche su due ambiti di interesse, ossia l'approvvigionamento energetico e le politiche settoriali.

Promuovere la democrazia e la buona governance con i parlamenti nazionali

Il Gruppo PPE ribadisce che, nei paesi dove si registra una situazione politica più preoccupante (Ucraina e Bielorussia), le pratiche democratiche e la buona governance sono di importanza fondamentale. Lo Stato di diritto, la libertà di espressione, il diritto dei cittadini all'informazione e l'organizzazione di elezioni libere ed eque sono principi irrevocabili. È necessario incoraggiare la comprensione reciproca definendo posizioni comuni fra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali.

 

 

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